
C’è malumore nel settore della ristorazione. La proposta del Consiglio federale di aprire solo le terrazze a partire dal 22 marzo, se la situazione epidemiologica lo permetterà, viene criticata dal presidente di GastroTicino Massimo Suter. “Il Consiglio federale mostra una totale incoerenza nelle decisioni prese o che vorrebbe prendere. Da qui al 19 marzo possono infatti ancora cambiare molte variabili. Il 19 potrebbero ancora venirci a dire che quello che avrebbero voluto fare oggi non si farà”, sottolinea Suter ai microfoni di Teleticino. “Si tratta di una totale mancanza di progettualità e di rispetto verso un settore che dà lavoro a oltre 280mila persone. Da parte nostra c’è molto amaro in bocca: avremmo voluto aprire tutto, come hanno fatto altri settori economici, perché siamo in grado di garantire la sicurezza ai nostri clienti e lavoratori. Questa mezza misura crea solo incomprensione e può creare anche parecchi atriti tra gli attori in gioco perché non tutti i ristoranti dispongono delle terrazze esterne. C’è quindi chi non potrà riaprire e si sentirà ancor più discriminato di quanto non lo sia già adesso”.
Chi ha le terrazze forse non aprirà
Aprire solo le terrazze significa anche diminuire il numero massimo di posti, con ancora il limite di 4 persone per tavolo. Ma il santo vale davvero la candela o ci saranno ristoratori che, nonostante abbiano le terrazze, decideranno di rimanere chiusi lo stesso? “Ci sono diverse variabili, come per esempio la meteorologia, la capienza della terazza stessa e la sua ubicazione (se disposta verso sud o nord, se ha correnti d’aria perenni o no)”, risponde Suter. “Il limite di un metro e mezzo mette inoltre grossi paletti alla quotidianità del lavoro. Molto probabilmente per parecchi ristoranti il santo non vale la candela”.
Pochi giorni per pianificare
Suter evidenzia inoltre che ci sono pochissimi giorni a disposizione per poter pianificare la possibile riapertura. “Da due mesi siamo chiusi, ma dobbiamo aspettare il venerdì per sapere se si potrà riaprire il lunedì. Venerdì 19 marzo poi è un giorno festivo, quindi tutti andranno il sabato a fare la spesa. Si può anche giocare d’anticipo e andare a fare la spesa prima, ma se poi l’apertura non venisse confermata? Cosa faccio con tutta la merce acquistata? Questo è un grosso handicap. È proprio una mancanza di rispetto nei confronti di chi fa del proprio lavoro la propria esistenza”.
Meglio aprire tutto o chiudere
Visti i timori di una terza ondata, sarebbe stato meglio tenere tutto chiuso? “Sinceramente si. La stragrande maggioranza degli associati di GastroSuisse, in un sondaggio, hanno espresso questo pensiero. Per aprire a mezza tacca era meglio non aprire del tutto, un po’ come era successo con la chiusura anticipata alle 18.00. Queste aperture a singhiozzo sono come mettere la museruola a un settore per dargli il “contentino”. Avrei preferito una decisione forte: o un’apertura totale o una chiusura per ancora alcune settimane”, conclude Suter.
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