
Si vorrebbe pensarli sempre spensierati e sereni. Ma a volte la cronaca riferisce anche di maltrattamenti o presunti tali. L’ultimo, un paio di settimane fa. Un infermiere dell’OBV di Mendrisio è stato arrestato per lesioni gravi e semplici, coazione, vie di fatto. Le presunte vittime sarebbero almeno tre, tutte della terza età.Già condannati, invece, due ex operatori della casa anziani di Balerna.
Ma che cosa spinge qualcuno a prendersela, fisicamente o a parole, con una persona fragile? E che cosa può fare una vittima?
TeleTicino l'ha chiesto a Sabrina Alippi, coordinatrice a Pro Senectute, servizio per la qualità di vita dell’anziano: "Non è mai l'anziano che denuncia ciò che gli succede e chiede cosa può fare. A domicilio, ho in mente situazioni dove è il familiare curante di una persona molto bisognosa molto dipendente che non ce la fa più, veramente stanco, stressato, esaurito, e che mette in atto degli atteggiamenti maltrattanti. Ma senza l'intenzionalità, senza voler far del male".
Di qui l’importanza del servizio anche per prevenire il fenomeno.
"Occorre parlarne, capire che cos'è e cosa fare per prevenirlo e cosa fare per combatterlo, in un'ottica di non giudizio. Anche i professionisti a volte possono essere maltrattanti e perdere un po' il senso delle cose", afferma Sabrina Alippi.
Ma il servizio, sempre più conosciuto e quindi sollecitato, opera anche da consulente. Una cinquantina i casi segnalati quest’anno, 15 in più del 2017. Molti per percosse fisiche, ma non solo.
"Segnalare al nostro servizio non vuol dire denunciare. Se abbiamo a che fare con dei maltrattamenti di un certo tipo o che entrano già nel penale, questo tipo di valutazione la fa il segnalante anche con noi", spiega ola coordinatrice di Pro Senectute.
Un fenomeno delicato, attualmente anche sotto la lente della SUPSI che, finanziata dal Cantone, sta catalogando quanto succede nelle case anziani. Mentre saranno presto presentate le linee guida realizzate da Prosenectute con l’Ufficio del medico cantonale. Un progetto rivolto volutamente alle dirigenze delle strutture.
"Hanno l'importante e molto impegnativo compito di da una parte fare una selezione del personale che assumono e dall'altra quello di sostenerlo, di poter garantire dei momenti di dibattito, di supervisione, su delle situazioni e dei casi più difficili da gestire. Non si può chiedere a un professionista che non è ben trattato e non si tratta bene di mettere in atto buon trattamento. Sono due cose incompatibili a mio avviso", conclude Sabrina Alippi.
Maggiori dettgli nel servizio del TG di TeleTicino in onda dalle 18.45
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