
Tre mesi senza precipitazioni importanti stanno cominciando a farsi sentire sugli acquedotti di Torricella-Taverne, dove lunedì è stato diramato il terzo invito in poche settimane ad un uso parsimonioso dell'acqua, con il divieto di irrigare giardini e campi e di lavare l'auto. L'invito è a "ridurre al minimo indispensabile il consumo – soprattutto tra le ore 22 e le ore 5 del mattino – per permettere ai serbatoi di tornare a riempirsi. Senza l'attiva collaborazione della popolazione la situazione potrebbe farsi critica" (vedi articolo suggerito).
Ma perché il comune soffre così tanto la mancanza d'acqua? Il sindaco Tullio Crivelli, contattato dal Corriere del Ticino, spiega che i comuni limitrofi hanno captazioni che pompano l'acqua dalla falde freatiche, "mentre noi attingiamo solo dalle sorgenti, che in periodi di siccità danno meno sicurezza".
"I quantitativi in questi giorni" aggiunge, "sono ai minimi storici e la captazione delle acque ha perso forza. Attualmente pompiamo 300 litri al minuto rispetto a un potenziale di 1'400 litri al minuto".
Il fatto di essere più esposti a momenti di siccità era cosa nota al Comune, che vi sopperiva prelevando acqua, grazie un accordo con le AIL, dal serbatoio del Cusello a Bioggio. Ma quest'anno, una particolare circostanza ha cambiato le carte in tavola: "Normalmente abbiamo un diritto di prelievo di 600 litri al minuto, ma per via di lavori in corso all'acquedotto nel 2018 ci è stato dato un quantitativo minore", afferma Crivelli.
A questo punto le autorità hanno trovato un'altra soluzione: "Due giorni fa abbiamo iniziato a fornirci dal serbatoio di Bedano, mettendo in funzione un'apparecchiatura a motore per pompare l'acqua e superare il dislivello, dato che il serbatoio di Bedano si trova a una quota più bassa. Questo dovrebbe sistemare un po' la situazione", conclude Crivelli.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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