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Ticino
“Torneremo su un sentiero di crescita”
Lara Sargenti
5 anni fa
Il Gruppo strategico per il rilancio del Paese ha presentato le analisi della situazione economica del Cantone e quali ambiti di intervento sono stati individuati per la ripresa. Vitta: “La pandemia ha accelerato alcune dinamiche che avevamo già identificato qualche anno fa”. Baranzini: “Siamo fortunati a vivere in Ticino”

Nel mese di aprile del 2020, in piena emergenza COVID-19, è stato costituito il Gruppo strategico per il rilancio del Paese, con l’obiettivo di monitorare la situazione congiunturale del Cantone Ticino e individuare i cambiamenti strutturali indotti e dei possibili ambiti d’intervento per accompagnare la fase di ripresa. I principali risultati emersi dalle riflessioni del Gruppo, che si è riunito oltre 20 volte, sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa dal Dipartimento delle finanze e dell’economia.

La situazione economica in Svizzera
“Viviamo in un paese che è solido dal punto di vista finanziario, istituzionale, politico e sociale”, ha esordito il professore emerito della Svizzera italiana Mauro Baranzini. “Diversi istituti di ricerca internazionali, tra cui il Deep Knowledge Group, mettono la Svizzera nella prima posizione come reazione alla pandemia. Sono 34 gli indicatori utilizzati e salvo un paio siamo i primi della classe”. La Svizzera è in particolare tra i primi della classe per la contrazione minore del Pil nel 2020 (-2,7%) e una buona ripresa nel 2021 (3,6%) e 2022 (3,3%) che “ci permetterà di tornare su un sentiero di crescita”, sottolinea il professore. Anche il livello di disoccupazione è contenuto, mentre il saldo della bilancia dei servizi e quella commerciale è positivo. Anche il debito pubblico è tra i più bassi al mondo (-4%nel 2021), questo permetterà di avere una ripresa più solida rispetto ad altri paesi. Dopo tante notizie negative, possiamo dire che siamo fortunati ad essere in Svizzera e nel Canton Ticino”.

La situazione in Ticino
Inizialmente si pensava che il Cantone dovesse arrancare, ma “tutto sommato sta seguendo molto bene lo sviluppo dell’economia svizzera”, prosegue Baranzini. Il Cantone in molti settori ha avuto “una perdita percentuale di posti di lavoro inferiore alla Svizzera e li sta recuperando meglio che non a livello svizzero”. Un’eccezione rappresenta il settore delle costruzioni, che ha sofferto più di altri. Sono andati meglio invece il commercio, il turismo e le banche. Il settore dell’industria in base alle stime dovrebbe tenere bene. Per quanto riguarda le sfide future c’è incertezza nel settore della salute e su quanto potranno incidere le varie varianti nei prossimi mesi. Ci sono inoltre dei macro-trend da tenere d’occhio, come la digitalizzazione, l’evoluzione demografica (la perdita di giovani verso altri Cantoni) e i flussi migratori. “La risposta più importante del Governo è quella di insistere sulla formazione, è la migliore arma per contrastare certi flussi negativi per il Cantone” sottolinea Baranzini, che ha concluso: “Dopo tante notizie cattive, possiamo comunque dire che stiamo uscendo e saremo sul medesimo sentiero di crescita di qualche anno fa. Dobbiamo affrontare il futuro con fiducia. Il Ticino ce la farà”.

Vitta e la visione futura del Cantone
Il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta si è soffermato sul lavoro del gruppo, gli aiuti elargiti e gli ambiti di intervento individuati per rilanciare il Cantone. “La pandemia ha accelerato alcune dinamiche che avevamo identificato qualche anno fa, come la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile”, ha esordito il Consigliere di Stato. “Per il nostro gruppo si è trattato di rafforzare alcuni elementi presenti nella visione del futuro economico del Cantone”.

Un confinamento che ha pesato
Il Ticino, ha ricordato Vitta, è stato l’unico Cantone in Svizzera che ha registrato un lockdown totale. “Nel mese di marzo 2020 il Ticino aveva chiuso tutta l’economia, cosa che aveva creato un certo allarme sul lato economico. Da scenari che prevedevano contrazioni del Pil sopra l’8%, il Ticino è riuscito, grazie alla sua capacità di resilienza, a stringere i denti e rimboccarsi le maniche. Ci siamo riagganciati al trend che si sta registrando a livello svizzero”.

L’aiuto dello Stato
L’ente pubblico ha varato diverse misure di sostegno, ha sottolineato ancora Vitta. “Sono stati erogati oltre 2,2 miliardi di franchi, una cifra enorme. Ci sono degli strumenti, come il lavoro ridotto, che hanno permesso di salvare diversi posti di lavoro. In queste settimane abbiamo superato i 100milioni di aiuti erogati con il lavoro ridotto. Buona parte sono andati a rami vicini al turismo come la ristorazione”.

La fase di rilancio
Per accompagnare la fase di rilancio sono stati individuati 4 ambiti di intervento: ricerca e innovazione, formazione, amministrazioni pubbliche e infrastrutture e responsabilità sociale delle imprese. In tutti questi ambiti sono stati individuati dei possibili interventi volti ad accompagnare la ripresa, che sono stati riassunti nelle seguenti slide.

Ricerca e innovazione

Formazione

Amministrazioni pubbliche e infrastrutture

Responsabilità sociale delle imprese

Disoccupazione e mercato del lavoro
Claudia Sassi, Capo Sezione della Sezione del lavoro, ha poi illustrato i dati sul mercato del lavoro e il sostegno all’occupazione. “Nel mese di maggio 2021 la percentuale di disoccupati iscritti presso gli URC era del 3%, dato inferiore alla media svizzera (3,1%). Dopo lo straordinario incremento del tasso di disoccupazione tra marzo e maggio 2020, il dato mostra una progressiva tendenza al riassorbimento, favorito dalla positiva ripresa dai comparti della ristorazione e dell’alloggio”. Grazie allo strumento del lavoro ridotto, molte aziende hanno potuto mantenere il proprio personale ed è stato così possibile contenere la disoccupazione. Da marzo 2020 a marzo 2021 sono stati erogati aiuti in indennità per lavoro ridotto per il valore di 792,6 milioni di franchi. I lavoratori toccati in questa annata sono 42’303, e 5’908 aziende.

Sostegno ai giovani e agli over-50
Fino alla fine 2021 rimarrà in vigore l’incentivo per le aziende ad assumere giovani al primo impiego. Per quanto riguarda gli over 50 il Gran Consiglio ha approvato il prolungamento da 12 a 18 mesi dell’assegno di inserimento professionale.

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