
In un comunicato congiunto, i sindacati UNIA e OCST informano che l'associazione padronale di categoria (ATMG&P) ha chiesto di ritornare al tavolo delle trattative per il rinnovo dell CCL nel settore del gesso. Un settore che, sottolineano i due sindacati, da tempo è "sotto pressione per una assennata politica dei prezzi basata sul sottocosto e la speculazione", i cui lavoratori si trovano in stato di mobilitazione proprio da quando l'associazione padronale ha intimato la disdetta del CCL entro la fine dell'anno.
Tuttavia, "una mano tesa non viene mai rifiutata" sottolineano i due sindacati. "È buona norma però, tra persone serie, che al nobile gesto corrispondano anche reali intenzioni" puntualizzano.
OCST e UNIA chiedono dunque all’ATGM&P di rispettare determinate condizioni affinché possano riprendere le trattative sul CCL. Ecco le loro rivendicazioni:
1. rinunciare definitivamente alla proposta di inserimento nel CCL della categoria “garzone”: proposta inaccettabile nella misura in cui CCL esiste già ora la categoria del “manovale = lavoratore senza esperienza sul cantiere”;2. di concertare meccanismi salariali che permettano la crescita professionale ai lavoratori senza qualifica: oggi 1 lavoratore su 2 è classificato nella categoria “manovale = lavoratore senza esperienza sul cantiere”;3. implementare nel CCL misure atte ad evitare il dumping salariale come convenuto nei settori dell’edilizia principale e delle piastrelle: limitazioni sull’ingaggio di personale interinale in prestito dalle agenzie, norme efficaci contro i contratti a tempo parziale fittizi, regole chiare sui lavori in subappalto;4. adottare modifiche contrattuali atte a garantire il rispetto del pagamento del tempo di viaggio dal magazzino della ditta al cantiere.
"In una trattativa di rinnovo di un CCL", concludono OCST e UNIA, "i sindacati si sono sempre dimostrati disponibili ad ascoltare e comprendere le esigenze dei datori di lavoro. OCST e UNIA - visto anche il susseguirsi di puntuali e comprovate denunce di imprese che già oggi praticano il dumping - non intendono sedersi al tavolo delle negoziazioni per discutere di proposte e modifiche che, invece di ricercare soluzioni efficaci, sdoganano (= rendono contrattuale) e promuovono il dumping salariale e la concorrenza sleale tra imprese".
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