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Ticino
“Tornerà una certa facilità di spostamento”
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
A giorni l’Unione europea dovrebbe accettare ufficialmente il certificato di immunità elvetico, a cosa dovremo stare attenti? Risponde l’avvocato

Venerdì, o lunedì al più tardi, il Certificato Covid dovrebbe essere ufficialmente accettato anche nell’Unione europea. La sua utilità si estenderà quindi significativamente anche fuori dai confini elvetici, ma quanto questo ci semplificherà la vita? Sarà ancora necessario compilare il macchinoso Passenger Locator Form per andare in Italia? A queste e altre domande ha risposto l’avvocato Christopher Jackson ospite di Teleticino.

Oggi chi ha un Certificato Covid, cosa può fare?
Bisogna distinguere fra l’uso che se ne può fare in Svizzera e l’uso che se ne può fare all’estero. In Svizzera serve per tornare ad accedere a eventi locali, pensiamo a eventi con più di mille persone, dove chi è in possesso del certificato Covid potrà fare a meno della mascherina, non dovrà stare seduto. Poi si potrà tornare ad accedere alle discoteche, ai locali da ballo e a certe condizioni si può fare a meno della mascherina all’interno. Per quanto riguarda l’estero, c’è l’uso che se ne può fare per i viaggi.

Tra Svizzera ed Europa ci sono differenze sull’inizio della validità della vaccinazione, giusto?
Mentre l’ordinanza svizzera sul certificato Covid prevede lo stesso valga dal momento in cui si è ricevuta la seconda dose di un vaccino omologato mRna, a livello europeo bisognerà attendere altri 14 giorni dalla somministrazione della seconda dose. C’è una sorta di intervallo tra la validità svizzera e quella in Europa.

Ci sono differenze legate al mezzo su cui si viaggia?
Per ora questo è lasciato ai vari Paesi, per quanto riguarda quelli a noi limitrofi no. Si parla di un’entrata nel Paese a prescindere del mezzo che si usa. In Svizzera ci sono però delle differenze. A seconda che si entri con l’aereo oppure con il mezzo privato ci sono diverse regole e possono esserci anche all’estero.

Se si parte in aereo dall’Italia, è possibile che la compagnia aerea chieda più requisiti rispetto a quelli necessari per raggiungere l’Italia?
Questo può accadere, le compagnie aeree che sono vettori privati, sono soggette a norme di diritto privato. Quindi può darsi che vengano implementate anche delle norme o dei piani di protezione aggiuntivi a quello che viene previsto dai vari Stati.

Ma ora il Passenger Locator Form è ancora necessario?
Per quanto riguarda l’Italia è ancora necessario. Anche con l’entrata in vigore del Green Pass non è venuta a meno questa esigenza. Effettivamente è un impegno burocratico importante, soprattutto per chi fa un tour all’interno di un Paese, tracciare tutti gli spostamenti può diventare veramente complesso.

Le norme nei diversi Paesi sono ancora molto diverse, non sarebbe stato meglio scegliere un approccio comune?
A mio modo di vedere, soprattutto perché in tanti Paesi c’è stato un decorso della malattia e un’incidenza diversa. Quindi certi Paesi hanno subito voluto introdurre misure più incisive, mentre altri Paesi hanno tenuto un approccio più leggero. Bisogna anche dire che i vari Paesi hanno, anche essendo tutti parte dell’Unione europea, degli strumenti normativi interni diversi, che permettevano di imporre limitazioni più o meno severe. Quindi nel momento di emergenza ciascuno ha fatto quanto possibile, adesso si tratta di uniformare tutte queste norme per cercare di restituire una facilità di viaggio che è venuta a mancare.

Nei prossimi giorni, con l’Ue che dovrebbe accettare il Certificato Covid, questo cambierà.
Sicuramente sì, soprattutto per chi ha fatto la seconda dose di vaccino. Non dovendo fare il tampone, tornerà ad avere una facilità di spostamento.

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