Cerca e trova immobili
Locarnese
Torneo scolari, quando gli immaturi sono a bordocampo
Redazione
2 anni fa
Il presidente del torneo di calcio per bambini condanna gli episodi violenti avvenuti nel fine settimana. "Non bisogna venire al Torneo scolari perché il genitore vuole vincere".

Tutto per un rigore ritirato. Il presidente del Torneo scolari del Locarnese David Conti ci racconta quanto successo domenica a Solduno. Un video che sta facendo il giro del cantone mostra l'aggressione sul campo di calcio, dove per poco non si è arrivati alle mani. "Un genitore ha aggredito il nostro arbitro. Subito dopo è arrivata la giuria del torneo a difenderlo e da lì è nato un parapiglia. Per fortuna la cosa si è sedata, anche con l'intervento della polizia".

Non l'unico episodio

Doveva essere un fine settimana di sport e di festa, ma non è stato così, o almeno non del tutto. L’aggressione all’arbitro 17enne del torneo di calcio per bambini però non è stato l’unico l’episodio infelice dell’evento. Gli eventi violenti sono stati almeno due. Il primo, avvenuto durante una delle prime partite, "ha visto due responsabili di due squadre, arrivati quasi alle mani per una fase di gioco", racconti Conti. "Sono state scene brutte, con loro due finiti petto contro petto. Non l'episodio migliore per iniziare questa due giorni". laRegione parla pure di un terzo alterco avvenuto tra due spettatrici.

Imparare

Scene che nei tornei amatoriali non fanno più notizia, se non che i bambini, ovvero i protagonisti dell’evento organizzato a Solduno, fossero stati costretti ad assistere. Per David Conti la soluzione è focalizzarsi sul vero obiettivo del torneo. "Bisognerebbe mettere al centro i bambini e non pensare di venire al Torneo scolari perché il genitore vuole vincere. Dobbiamo tornare al piacere di rimanere insieme, di vedere i nostri figli imparare qualcosa. Quasi mai si impara dalle vittorie, lo si fa soprattutto dalle sconfitte".

Escalation

Quello della violenza è un aspetto che, secondo Conti, il comitato del Torneo segue da vicino. "Qualche mese fa ne abbiamo parlato con alcuni istituti scolastici. C'è un'escalation verbale ma anche fisica che ci spaventa un po'".