
“Ma che freddo!” In molti questa mattina, stringendosi nei propri cappotti, lo avranno detto appena usciti di casa. Non è solo una sensazione, perché da oggi “arriveranno sulle Alpi non più masse d’aria miti di origine atlantica o mediterranea, ma correnti fredde da nordovest di origine polare marittima”, si legge sul blog di MeteoSvizzera. "Questo provocherà le precipitazioni previste tra oggi e domani", ha spiegato a Ticinonews la meteorologa Cecilia Moretti. "Saranno divise in due parti: una prima fase è prevista per questo pomeriggio e una seconda è attesa per domani", ha continuato l'esperta.
Fino a 15 cm di neve sopra i 600 metri
“Le prime precipitazioni si registreranno questo pomeriggio, ma nel corso della notte ci sarà una pausa, con ampie schiarite. Domani tutto riprenderà e la neve imbiancherà anche i paesaggi in pianura”, ha detto Moretti. Ma a livello di quantitativi cosa dobbiamo aspettarci? “Con la situazione attuale non è facile fare una previsione, ma si possono stimare fino a 5 cm in pianura e 15 sopra i 600-800 metri. Sarà comunque un passaggio rapido, tutto terminerà domani sera e fino al fine settimana non si prevedono ulteriori precipitazioni”, ha continuato l’esperta.
Un gennaio sopra la norma
Fino a ieri è stato il mese di gennaio è stato “mite, molto più mite della media pluriennale”. Le temperature registrate in Svizzera, si legge sul sito di MeteoSvizzera, “sono rimaste al di sopra della media 1991-2020 grazie al costante afflusso di aria mite di origine subtropicale o atlantica. Nelle regioni più settentrionali l’anomalia positiva ha raggiunto addirittura i 7 – 8 °C, mentre spostandosi verso sud i valori diminuiscono un po’ ma restano comunque molto elevati”. Cifre che, se continuassero in questa direzione, “porterebbero il mese di gennaio ad essere il più mite dal 1864, quando sono iniziate le misurazioni. Ma per fortuna -concludono gli esperti- non sarà così”.

