
L'emergenza polveri fini in Ticino è tornata e con essa gli striscioni - tra i quali il famoso "speriamo che piovi", rimosso a suo tempo dagli operai comunali di Balerna e oggetto di un'interpellanza dei Verdi (vedia rticolo suggerito) - appesi da un gruppo di cittadini del Mendrisiotto che già lo scorso marzo, in un'azione analoga, hanno chiesto misure più incisive per migliorare la qualità dell'aria.
Riportiamo di seguito il nuovo comunicato dei Cittadini del Mendrisiotto, ricevuto e pubblicato dalla pagina Facebook Informazione politica Ticino:
“Chiediamo al nostro governo di intervenire con misure più serie e tempestive per evitare di dover contare i nostri morti e i nostri malati (è di questi giorni la statistica che attesta 150 morti nel solo Ticino e, a livello mondiale, 9 milioni i decessi ogni anno, causa principale di mortalità!).
"Siamo a fine ottobre, da quasi due mesi non piove, le temperature sono molto al di sopra della norma, si toccano ancora i 23 gradi: il cambiamento climatico è ormai in atto a livello globale, e nel mendrisiotto i valori di polveri fini e finissime hanno già raggiunto dei picchi pericolosissimi: 170 ug/m3, vale a dire più di tre volte i limiti superabili una sola volta l’anno. Dal 16 ottobre a oggi (29) abbiamo superato (a Chiasso e Mendrisio) per ben 7 volte il limite consentito. Sulle autostrade ticinesi abbiamo assistito inoltre ad un aumento del 4,2% di veicoli rispetto al 2014".
"La misura di urgenza (minima, cioè 80 km/h in autostrada) è solo un cerotto, oltretutto senza i dovuti controlli non sempre è rispettata. Vogliamo seri interventi sulle vetture diesel (ormai verso la proibizione nelle grandi città europee) e, in generale, chiediamo che il Piano di Risanamento dell’aria 2017-2026 (a proposito, a che punto è?) venga rispettato e che quindi finalmente si possano raggiungere gli obbiettivi che lo stesso si pone!"
(Foto: Facebook)
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