
Floriano Beffa, della commissione valanghe e catastrofi di Quinto, tira un sospiro di sollievo. Malgrado le numerose slavine che si sono staccate in mattinata dalle pareti delle montagne a causa del sole, la situazione sopra Ambrì Piotta e Rodi Fiesso, sembra sotto controllo. I terrapieni sono riusciti a contenere l'enorme massa nevosa caduta nelle scorse ore. Tuttavia l'attenzione rimane alta.
Una minaccia condivisa dalla valle di Peccia, da giorni isolata a causa di una grossa valanga, e che in giornata è stata sorvolata dal geologo cantonale Giorgio Valenti. "Le protezioni hanno retto bene, c'è ancora riserva. Anche se la neve che potrebbe staccarsi è ancora molta", ha spiegato ai microfoni di TeleTicino. "La popolazione non ha nulla da temere, i viveri non mancano e in caso di emergenza il centinaio di abitanti intrappolato in valle potrà contare sui soccorritori del CaS e gli elicotteri della Rega. Ma prima di domenica la situazione difficilmente si sbloccherà".
Isolata resta pure la Val Bedretto da Airolo. Ci sono poi la Val Bavona, bloccata tra Bignasco e San Carlo, e la Val di Blenio dove la strada non è praticabile tra Ghirone e Cozzera. In giornata è stata per contro riaperta la strada tra Sornico e Fusio in Val Lavizzara. Lì il pericolo valanghe non sembra più sussistere.
Nel frattempo, su richiesta del Cantone, da gioverdì le forze aeree svizzere hanno iniziato ad effettuare dei voli di rifornimento nelle valli isolate. Un trasporto aereo di circa 16 tonnellate di fieno per l'approvvigionamento del bestiame è stato portato a Sant'Antonio nella Valle di Peccio. Per questo trasporto sono stati impiegati un Super Puma e un EC635. Vista l'evoluzione incerta della situazione anche in altre valli ticinesi, le Forze aeree tengono ulteriormente pronti due Super Puma e un EC635 qualora fosse necessario intervenire.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

