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Torna il Film Festival Diritti Umani: "Resistiamo all'orrore"
Redazione
6 mesi fa
A Lugano dal 12 al 19 ottobre, il Film Festival Diritti Umani porta oltre 25 film su conflitti, censure e resistenze, con incontri, ospiti e proiezioni per le scuole.

“È resistendo all’orrore che possiamo cambiare le cose”. Con queste parole i vertici del Film Festival Diritti Umani lanciano la dodicesima edizione, in programma a Lugano dal 12 al 19 ottobre. Oltre 25 i film proposti che raccontano storie di conflitti e censure. Tanti gli ospiti attesi con molte proiezioni dedicate anche alle scuole. Presenti anche le Anziane per il clima, che lottano contro l’indifferenza. Ma anche i bibliotecari del Texas che resistono ai tentativi di censura, fino allo sguardo corale del Sudan, dove la mattina ci si sveglia e si pensa: ‘Spero che nessuno oggi muoia’. Un’edizione di cui abbiamo parlato con il co-direttore Antonio Prata. “L’esperienza che ho fatto in questi undici anni di direzione mi ha fatto capire che è molto importante organizzare un evento del genere in situazioni molto adagiate come la nostra, perché possiamo forse essere noi a dare di più a favore di quelle popolazioni, di quelle persone che hanno bisogno di un sostegno". Perché a volte le immagini scuotono più delle parole. Oltre ai film scrupolosamente selezionati, il Festival offre anche incontri, podcast, conferenze. Si rivolge alle scuole, ai giovani, a chi, nonostante tutto, resiste e dice no. Oggi ancora più di ieri. “Fa male vedere il mondo che si sta rivoltando completamente, e che tutti i diritti fondamentali vengono rovesciati. Questo non va bene. I diritti umani sono tante cose, e noi con il Festival cerchiamo di parlare di tutti i diritti fondamentali”, ci ha detto la presidente della Fondazione Diritti Umani Morena Ferrari Gamba.

Cinema, un impegno sociale

Il cinema che viene proposto durante il Festival vuole essere di impegno sociale. "Creiamo uno spazio di riflessione dal punto di vista delle persone, spesso i registi stessi, che vivono queste realtà”, spiega il presidente del Festival Roberto Pomari. Le proiezioni si svolgono nella storica sala del Cinema Corso, “uno dei più belli della Svizzera”, insieme al Cinema Iride, al Lux di Massagno e in altri spazi cittadini. Il festival è sostenuto da Città, Cantone, Confederazione e fondazioni private, ma “non è un festival facile da finanziare” e ogni anno richiede “capriole per reperire i fondi”. Una commissione ricerca film girati in condizioni difficili, garantendo spesso prime svizzere. Centrale è l’apertura ai giovani: “l’educazione ai diritti umani deve passare anche dalla scuola”. L’auspicio? “Essere una scheggia di consapevolezza che si infila sotto la pelle dell’indifferenza”.