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Ticino
Toni Brunner strizza l'occhio a Fulvio Pelli
Redazione
17 anni fa
Successione Couchepin, il presidente dell'UDC: "Nei liberali mi piacciono molti nomi: ma Fulvio Pelli ed il ginevrino Christian Lüscher più degli altri"

“La situazione che si sta creando all’interno del PLR non è chiara e il comportamento assunto da Fulvio Pelli in questi ultimi tempi ne è la prova. Sembra che Pelli voglia farsi pregare, perché il suo sogno è quello di essere considerato il salvatore del suo partito”. Questo il commento, decisamente stizzito, rilasciato ieri del presidente del PPD svizzero Christoph Darbellay alla notizia che Fulvio Pelli aveva dato la sua disponibilità a candidarsi alla poltrona lasciata libera da Pascal Couchepin in Consiglio federale. Oggi abbiamo sentito il presidente dell’UDC Toni Brunner, che si mostra invece decisamente possibilista. Pelli ieri ha dato per la prima volta la sua disponibilità. Lei cosa ne pensa? “Nessuna grossa sorpresa. Io l’ho sempre detto che Fulvio Pelli si sarebbe candidato. E che tutte le sue dichiarazioni precedenti erano solo pretattica. Ma ciò non vuol dire che il PLR non abbia un problema: ora infatti devono decidere se candidarlo davvero oppure no. Di certo, se decideranno di puntare su di lui, quella di Pelli sarà una candidatura molto forte. Ma questo non è certo un problema dell’UDC”. Il PLR sembra andare verso un doppio ticket. Le candidature potrebbero essere queste: Fulvio Pelli più Martine Brunschwig Graf, che è sostenuta dalla donne liberali. Una tattica che lei condivide? “No. Il PLR farebbe meglio a presentare un solo candidato perché il PPD, se sarà in corsa, lo farà con un solo nome. Penso che i liberali debbano pensare bene quello che faranno. Perché quella del doppio ticket potrebbe essere una tattica sbagliata. La migliore tattica è quella di puntare su un nome solo. Ma il PLR è così: non sanno mai cosa vogliono”. A questo punto sembra che la corsa sia tra un candidato PLR e un PPD. Facciamo due nomi… “Io, quale presidente dell’UDC, non mi occupo dei nomi del PLR e del PPD. Ma penso che la corsa alla fine la faranno Fulvio Pelli ed il friborghese Urs Schwaller”. Cosa ne pensa della questione della latinità e del siluro sparato da Pelli al bilingue Schwaller? “E’ solo tattica per ostacolare la concorrenza”. Non bisogna dimenticare che il PPD sta trattando un avvicinamento, o addirittura una fusione, con il Partito Borghese Democratico (PBD). Dovesse andare in porto la fusione Eveline Widmer-Schlumpf diventerebbe un consigliere federale PPD... “Lo confermo: queste trattative sono una realtà. Se i due partiti dovessero arrivare ad una fusione il PPD avrebbe due consiglieri federali. E non potrebbero di sicuro puntare ad averne tre. Due possono anche essere giusti. Tre sarebbero decisamente troppi”. E l’UDC che fa? “Noi per ora siamo alla finestra e guardiamo cosa fanno gli altri. Se i candidati scelti da PLR e PPD non ci piaceranno, allora potremo anche presentare un nostro candidato”. Per essere eletti, il prossimo 16 settembre, servono dai 120 ai 130 voti. Come dire che i deputati liberali e quelli socialisti da soli non bastano. Per essere eletti servono anche i voti dell'UDC. Tagliamo la testa al toro: Pelli le piace? “Lui non deve piacere a me. Ma posso dire che ci capiamo bene. Nei liberali mi piacciono molti nomi: ma Fulvio Pelli ed il ginevrino Christian Lüscher (che è chiaramente contro l’adesione all’UE, ndr.) più degli altri”. L’impressione è che chi sarà eletto, per avere i numeri, deve piacere all’UDC. L’europeismo sarà dunque l’ago della bilancia della vostra scelta? “Un filo europeo non ha nessuna chance di essere eletto”. Lei come giudica la posizione di Pelli, in questo dossier? “E’ un po’ come le bombe-sorpresa che i bambini fanno esplodere al compleanno. Non si sa bene cosa può uscirne. Ma noi gli daremo di sicuro una chance”. [email protected]

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