
I recenti fattacci di cronaca ticinese riaprono la discussione che concerne gli automobilisti alla guida sotto effetto di bevande alcoliche. Nel 2016 sono avvenuti in Ticino 307 incidenti dove i conducenti avevano bevuto, 2 mortali e 30 con feriti gravi.
"Sull'alcol ci vuole tolleranza zero perché altera la percezione e aumenta enormemente i rischi", spiega il presidente dell'Associazione maestri conducenti Ticino Riccardo Pfister al Caffè, "Bisogna abbassare la soglia della tolleranza e inasprire le sanzioni, più controlli sulle strade e le pene devono essere certe".
Per Renato Gazzola, portavoce del Touring Club, Via Sicura (il programma d'intervento della Confederazione per una maggiore sicurezza sulle strade) "non ha avuto gli effetti sperati, ha dato potere decisionale ai funzionari e alla burocrazia. E ha tolto ai giudici la facoltà di ponderare le sentenze, partendo dalle valutazioni sul singolo caso".
Dal canto suo, il presidente dell'Unione automobilisti e motociclisti Rossano Ruggeri ritiene che "non si può rimettere tutto in discussione a ogni incidente". Per Ruggeri, "Via Sicura è una legge che punta dritto alla prevenzione ma va a punire pesantemente anche l'automobilista che non ha mai fatto nulla e che per aver superato un limite di velocità o aver bevuto una birra, diventa un deliquente. È giusto che chi eccede va punito, ma serve proporzionalità".
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