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Ticino
Togliere l’isolamento? “Non è responsabile”
Immagine Ticinonews
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Il responsabile dell’ambulatorio della Clinica Sant’Anna commenta la fine delle restrizioni. “Dopo febbraio nessun collasso del sistema sanitario”

Le misure sono destinate a sparire. Oggi, lo ricordiamo, il Consiglio federale dovrebbe confermare quanto già annunciato a febbraio. Con la fine di marzo, infatti, anche le ultime restrizioni (mascherina sui mezzi pubblici e negli ambienti a rischio e isolamento) dovrebbero cadere.

“Con allentamenti nessun boom negli ospedali”
“Gli allentamenti che avevano fatto così tanta paura hanno portato a un aumento dei ricoveri ma non hanno fatto collassare nessun sistema sanitario”, ha confermato Marco Toderi, responsabile dell’ambulatorio alla Clinica Sant’Anna ai microfoni di Ticinonews. Il medico non si dice preoccupato per l’abolizione dell’obbligo della mascherina su bus o treni, ma quanto più per la revoca dell’obbligo di indossarla negli spazi a rischio, come ospedali e studi medici. “Non vedo differenza tra andare al ristorante o al cinema senza mascherina e andare sul tram senza protezione. Ci troviamo nella situazione in cui dobbiamo capire se tutelare qualche categoria a rischio”, sottolinea.

“Una questione di buon senso”
“Ho qualche remora a togliere l’isolamento anche per le persone sintomatiche positive, è una questione di buon senso”, spiega Toderi. A prescindere dal Covid – spiega – “non direi a nessun altro paziente con altre malattie contagiose di andare in giro nel momento in cui si hanno i sintomi”. In questo senso il medico non trova né giustificato né responsabile “mandare in giro un paziente sintomatico col Covid”.

“Discesa dei contagi”
I dati attuali indicano “che siamo in una fase di discesa dei contagi”, e in un momento di stabilizzazione per i ricoveri. Ma l’incognita è legata al futuro. Secondo Marco Toderi “ci sono tre scenari ipotizzabili”. In primo luogo, che la pandemia diventi normale come l’influenza, in secondo luogo che ci sia un rialzo dei contagi e con le categorie a rischio che avranno il bisogno di una dose di richiamo con un vaccino per le nuove varianti e da ultimo, “l’ipotesi più brutta”, è quella di varianti più aggressive e di conseguenza la necessità di vaccinare di nuovo la popolazione.

“Bisogna essere pronti”
Dal punto di vista sanitario e politico, come già sottolineato nel bilancio di mandato della Task Force nazionale, anche per Marco Toderi “bisogna essere pronti alle tre varianti”. Ciò vuol dire tenersi pronti “ad avere i vaccini e le strutture pronte”, conclude.

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