
"Senza passi in avanti... togliamo la S al DECS e diamola a chi ne comprende l'importanza!"
Lo scrive il deputato PLR e presidente della squadra di basket dei Lugano Tigers Alessandro Cedraschi in un articolo pubblicato su Opinione Liberale, nel quale chiede "una vera svolta" per lo sport ticinese.
In Ticino, secondo Cedraschi, "come iniziative e come infrastrutture siamo rimasti all'età del "cruschetto" nelle palestre di ginnastica o delle pantofole imposte dai portinai delle scuole, delle piscine fuori norma o inadeguate alle competizioni, delle piste di atletica sotto misura, dei docenti di sport legati a poche ore per la sudatina degli allievi... Il professionismo è una rarità da lasciar smazzare ai club o ai genitori."
"Chi viene riconosciuto come un talento può permettersi, grazie agli sforzi finanziari dei genitori, di andare all'estero e forgiarsi una carriera da atleta" prosegue Cedraschi. "Altri - magari - riusciranno a sbocciare pur rimanendo in patria ma con grandi sacrifici: i vari Federer e Gut sono mosche bianche! Tutto questo per dire che in Ticino la cultura sportiva non viene assecondanta in maniera adeguata già a partire dalle necessità di combinare la scuola con lo sport."
"Abbiamo, è vero, il centro sportivo di Tenero, un fiore all'occhiello" riconosce Cedraschi. "Ma lo sport vive anche fuori da Tenero e al DECS se ne accorgono in pochi."
"Ci facciamo bagnare il naso da tutti in quanto a strutture sportive e continuiamo a perseverare con il fatto che lo sport a livello di massa è unicamente benessere fisico e non un'opportunità di lavoro e di sviluppo economico" scrive ancora il deputato PLR. "A volte si perdono occasioni ghiotte per portare eventi in Ticino per il semplice motivo che non si è in grado di valutare la necessità da parte del Cantone di sponsorizzare questi ultimi."
Cedraschi fa poi notare che "nella C contenuta nel DECS", invece, "non si bada a spese".
"Non voglio misconoscere l'importanza e la necessità di eventi culturali ma si sappia che lo sport coinvolge cittadini di ogni età in maniera 10 volte maggiore della cultura, crea ogni giorno un indotto economico per commercianti di ogni genere e impiega migliaia di persone" scrive Cedraschi.
"In Ticino servirebbe una commissione che disciplini i sussidi cantonali per le diverse manifestazioni sportive" prosegue. "E la volontà non di chiudere, ridurre, smantellare strutture sportive come paventato dal DECS bensì di rimodernare, ripensare alla gestione di quelle che abbiamo, crearne e sussidiarne di nuove e infine concepire lo sport anche a livello universitario, agevolando il percorso formativo affinché non si mortifichino le speranze di riuscita dei nostri sportivi."
"Lo sport ticinese ha bisogno di una vera svolta e di essere parificato alla cultura, altrimenti lasciamo il lavoro ad altri" conclude Cedraschi. "Senza passi in avanti... togliamo la S al DECS e diamola a chi ne comprende l'importanza!"
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