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Ticino
"Togliamo parte del canone SSR a favore della stampa"
"Togliamo parte del canone SSR a favore della stampa"
"Togliamo parte del canone SSR a favore della stampa"
Redazione
8 anni fa
Lo propone Lorenzo Quadri tramite una mozione inoltrata al Consiglio federale: "La pluralità mediatica è a rischio"

Tramite una mozione inoltrata al Consiglio federale, Lorenzo Quadri propone di togliere una parte del canone alla SSR ed assegnarla alla stampa cartacea, confrontata con notevoli difficoltà, per tutelare la pluralità mediatica. 

"Non è un mistero che in Svizzera – come pure altrove – la carta stampata si trovi in notevoli difficoltà" sottolinea il consigliere nazionale della Lega. "In tutte le regioni linguistiche del Paese chiudono testate (in Ticino, ad esempio, è stato di recente decretato il fallimento del Giornale del Popolo)".

"In occasione della recente votazione sull’iniziativa No Billag, uno dei temi centrali dei contrari - anche se nel caso concreto invocato a torto - è stato quello della pluralità nell’informazione" prosegue Quadri. "Questa pluralità è a rischio: mentre infatti la monopolista SSR continua a beneficiare del canone, de facto trasformato in imposta, ed alle emittenti private vengono riconosciute le briciole per creare il necessario consenso attorno al canone, la stampa cartacea rimane per contro abbandonata a sé stessa. Ed esposta, su un mercato pubblicitario sempre più ristretto, alla concorrenza sleale praticata dalla stessa SSR, beneficiaria del canone".

"Poiché un’ampia maggioranza di cittadini svizzeri ha deciso, lo scorso 4 marzo, di mantenere un canone radioTV anche e soprattutto in nome della pluralità dell’informazione, che è necessaria alla democrazia, allora sarebbe opportuno che una parte (da definire) di questo canone venisse tolta alla SSR ed assegnata alla carta stampata (confrontata per propria natura con importanti costi fissi). Questo indipendentemente dalla posizione politica dei singoli media: ciò in considerazione, appunto, della pluralità necessaria alla democrazia".

Tramite la mozione, Quadri chiede quindi al Consiglio federale di sottoporre al Parlamento una proposta legislativa in tal senso, ovvero "per una vera tutela della pluralità del panorama mediatico".

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