
Un 50enne di origini bosniache domiciliato nel Bellinzonese è stato condannato ieri dalla Corte delle Assise criminali di Bellinzona riunita a porte chiuse a Mendrisio a 8 mesi di carcere, sospesi condizionalmente per due anni, per "ripetuti atti sessuali con fanciulli".
L'uomo era accusato dal procuratore pubblico Nicola Respini di aver toccato nelle parti intime i propri figli, che avevano 8 e 10 anni all'età dei fatti, sull'arco di oltre un anno, finché il più grande espose il proprio disagio alla maestra di sostegno e venne così aperta l'inchiesta che portà all'arresto dell'uomo.
Il procuratore pubblico chiedeva per lui una pena di 2 anni sospesa. Il legale dell'imputato, avvocato Maurizio Pagliuca, ha invece chiesto il proscioglimento, sostenendo che in quegli atti non vi fosse nulla di sessuale. Lo stesso padre ha ammesso di aver toccato qualche volta i figli, ma "in modo scherzoso e senza fini sessuali", come tradizionale rito propiziatorio per la virilità che a suo dire sarebbe in uso nei Balcani.
Il giudice Amos Pagnamenta ha infine riconosciuto che il padre non è un mostro, ma che tuttavia i suoi toccamenti sono stati inadeguati ed hanno violato la sfera intima dei bambini. È quindi stato confermato l'atto di accusa, ma la pena è stata ridotta da 24 a 8 mesi sospesi.
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