
Tiziano Galeazzi è stato rinviato a giudizio: l’udienza preliminare odierna, tenutasi nell’ambito dell’inchiesta “Pecunia Olet” della procura di Bergamo, ha concluso che il municipale di Lugano sarà processato in Italia. L’inchiesta, risalente al 2011, porta su reati tributari e fallimentari. L’ipotesi di reato è di riciclaggio aggravato. Galeazzi, stando a quanto riferisce laRegione, dovrà comparire in aula il prossimo 12 aprile.
“Con serenità e tranquillità”
Quale reazione alla notizia, Tiziano Galeazzi ha subito inviato alle redazioni un comunicato dal titolo eloquente e che descrive lo spirito con il quale il municipale Udc affronterà il processo: “Dopo un decennio, finalmente farò chiarezza”. “Tengo a precisare che affronterò il processo con serenità e tranquillità”, scrive Galeazzi, che ribadisce di avere sempre rispettato le normative svizzere: “Ho sempre agito nel mio lavoro di consulente e dipendente di banca, rispettando sempre le regole bancarie svizzere e le leggi di questo Paese, a riprova di ciò non ho mai avuto ravvedimenti dalle autorità giudiziarie elvetiche”.
Ruolo trasparente
“Riaffermo con vigore che l’ex-cliente di cui parla l’inchiesta era una cliente della banca nella quale lavoravo, e come per tutti i clienti, il mio ruolo riguardava esclusivamente e semplicemente la gestione dei suoi investimenti in borsa, facendo anche fede alla massima confidenzialità richiesta dagli istituti di credito e delle loro policy e dai clienti stessi, che vigeva all’epoca dei fatti”.
“Non diventi un caso politico!”
Tiziano Galeazzi spera poi che il processo “un “affaire” tra Svizzera e Italia”, manifestando al contempo “fiducia nella giustizia italiana”.
Udc Lugano: “Confermiamo la nostra fiducia”
La sezione luganese dell’Unione democratica di centro fa sapere di appoggiare pienamente il proprio municipale: “Dopo essersi confrontata con il diretto interessato, appurando che non sussistono reati a lui imputabili secondo la legislazione svizzera, e alla luce del fatto che ognuno ha il diritto di avvalersi del principio di presunzione d’innocenza fino al termine del procedimento”, la sezione cittadina “ritiene che non ci sia alcun motivo, allo stato attuale, per non confermare la fiducia nel proprio municipale”.
Le dichiarazioni di Galeazzi a Ticinonews
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