
Hector Bravo Moron, conosciuto ai più come "Tito", travolto dal Nyxgate e oggi in carcere, è stato anni addietro un agente segreto peruviano. Così scrive questa mattina il Caffè citando una fonte anonima: uno dei suoi più "fedeli buttafuori"."Solo alcuni di noi sapevano di questo suo passato - racconta l'uomo al domenicale il Caffè-, ma proprio per questo lo guardavamo ancora con più rispetto. Di sicuro, non era uno che si lasciava intimidire facilmente. Da quello che so, tra quelle persone che sarebbero state picchiate e rinchiuse in uno sgabuzzino del Nyx, c'era pure qualcuno che avrebbe osato chiedere il pizzo a Tito". "Tito" era convinto di aver fatto il gran salto in questi ultimi anni. Nonostante i debiti, i precetti esecutivi e gli attestati di carenza beni, gli investimenti nei locali: Madai, Tito’s, Palace, Privilege, Pacha e, appunto, Nyx, lo avevano portato ad essere il "re" della movida luganese. “Che in questa scalata abbia dovuto tenere testa a bulli e piantagrane di ogni genere, per Hector Moron Bravo non era un problema. Né era un problema per lui il fatto che la polizia, dal 2004 al 2007, una notte sì e l’altra pure, dovesse intervenire nelle sue discoteche. Tito era abituato a ben altro”, scrive il Caffè. E poi prosegue citando una fonte: “In Perù, aveva fatto parte di un corpo speciale delle forze dell’ordine impegnato in operazioni antiguerriglia contro il movimento di Sendero Luminoso, l’organizzazione rivoluzionaria d’ispirazione maoista che aveva scatenato la lotta armata nel Paese”. Solo in pochi, precisa la fonte, sapevano del passato di Moron. “Ha operato nelle zone in cui erano attivi i guerriglieri di Sendero Luminoso, non saprei con quale incarico e quale grado, ma non era certamente un semplice poliziotto”.
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