
Il sindacato TiSin, negli scorsi mesi è finito sotto i riflettori per aver sottoscritto contratti collettivi con alcune imprese del Mendrisiotto con paghe inferiori al salario minimo. Tra i membri dell'organizzazione figurava anche il deputato leghista Boris Bignasca, che lo scorso maggio ha rassegnato le dimissioni. All'interno di "Detto tra noi", ha affermato che quell'esperienza "è stata un errore abbastanza grosso".
Dall'idea iniziale all'abbandono
Il sindacato, ha spiegato Bignasca, “era nato con l’idea di essere un'alternativa alle organizzazioni sindacali storiche. Voleva essere a favore dei ticinesi, dei residenti." Questi erano i piani, ma poi -ha continuato- "è diventato qualcos’altro. Pensavo che si potesse correggere il tiro, ho tentato di cambiare quanto andava in una direzione diversa rispetto a quella pensata. Ma quando mi sono accorto che era impossibile ho abbandonato. Mi dispiace perché ci ho messo tanto impegno, ma alla fine non andavo più d’accordo con il presidente”, ha concluso Bignasca.

