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Ticino
Tiratori in assemblea
Redazione
17 anni fa
Cofermati Oviedo Marzorini alla guida della FTST e i 12 membri del Comitato Cantonale, tra cui il pres. del Gran Consiglio Norman Gobbi

Oggi, sabato 21 marzo 2009 a Contone, la Federazione Ticinese delle Società di Tiro ha tenuto la sua annuale Assemblea dei Delegati, alla presenza di 158 delegati e 52 società, nonché di numerosi ospiti politici, militari e sportivi. Ospiti della società Tiratori di Campagna di Contone-Quartino, che festeggia l'80esimo di fondazione, i delegati sono stati salutati dal presidente locale Adriano Leoni e dalla sindaco di Contone Rosangela Locatelli. La conservazione dell'arma d'ordinanza a domicilio è stata oggetto degli interventi di Marzorini e del Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, i quali hanno pure fatto il punto sui poligoni di tiro.

Oviedo Marzorini nel suo intervento ha sottolineato come la "non soluzione" del Poligono regionale del Monte Ceneri crei problemi ai Comuni interessati e al mondo del tiro. Infatti, gli obblighi legali delle autorità preposte nei confronti del Tiro e delle Società rimane immutato. Uno spiraglio si è aperto nel gruppo di lavoro costituito dal Consiglio di Stato dopo il voto negativo, dove si ipotizza una localizzazione che non crea problemi a livello d'impatto ambientale. Questo con l'approvazione del fronte referendario, in modo da risolvere le situazioni contingenti di Lugano-Resega, Bellinzona-Saleggi e Cureglia-Origlio, permettendo di recuperare importanti valori immobiliari in queste aree. Marzorini ha pure ricordato come anche per il Locarnese la situazione è di perenne empasse, senza dimenticare i problemi legati a molti poligoni locali che vengono contrastati per il loro impatto.

Luigi Pedrazzini, direttore del Dipartimento delle Istituzioni, ha rimarcato che in Ticino è sempre più difficile creare convergenze su progetti importanti, che vanno a risolvere situazioni puntuali, come ad esempio il raccordo autostradale del Locarnese. Per le attività di tiro si dovranno trovare soluzioni che permettano la pratica dello sport in maniera da evitare impatti troppi importanti. A tal proposito, Pedrazzini ha richiamato i Comuni al loro ruolo previsto dalla legislazione federale, che li chiama in prima persona a risolvere il problema dei poligoni di tiro.

Riguardo l'arma d'ordinanza personale, Marzorini ha affermato come il voto di questa settimana al Nazionale non debba illudere che tutto sia risolto; l'iniziativa popolare depositata poche settimane fa - che richiede una legislazione più restrittiva sulle armi - richiede dai tiratori e dai tutti gli interessati risposte chiare e comportamenti irreprensibili.

Gli ha fatto eco il Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, che nel suo intervento ha rimarcato come nel corso dei suoi 10 anni di Governo, il tema dell'arma personale abbia assunto viepiù un valore mediatico. Il Governo cantonale ha sempre sostenuto il tiro sportivo - ha proseguito Pedrazzini - in particolare per il suo valore sociale ed educativo. Il fatto di responsabilizzare i cittadini, i nostri giovani in particolare, promuovendo l'aspetto comunitario e l'impegno sociale (sportivo e non) confermano l'importanza dell'associazionismo in Ticino; nel tiro, in modo particolare.

Il divisionario Roberto Fisch (comandante della Regione Territoriale 3) ha posto l’accento su come, al di là dei singoli elementi, l'aspetto fondamentale su questo tema siano i valori condivisi e il fatto di responsabilizzare il soldato, rendendo così il cittadino parte attiva del sistema istituzionale svizzero.

L'assemblea - diretta dal presidente del giorno Werner Walser - ha proceduto alle nomine, riconfermando il comitato in carica formato da Oviedo Marzorini (presidente), Doriano Junghi (vicepresidente), Marino Gianettoni (segretario), Ilvo Junghi (cassiere), Guglielmo Chiavi, Marzio Demartini, Flavio Esposito, Luca Filippini, Maurizio Gianella, Norman Gobbi, Peter Käser, Giorgio Mobiglia e Leo Morell

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