
La consigliera federale Doris Leuthard ha sottoscritto un accordo di liberalizzazione con il ministro dei trasporti moldavo e il ministro delle infrastrutture ucraino che prevede la soppressione del contingente per i mezzi pesanti in transito tra Moldavia, Ucraina e Svizzera.
Un accordo non è per nulla piaciuto al granconsigliere socialista Henrik Bang, che stamattina ha postato: "Si chiama la tecnica del salame ed eccone servita, senza troppo clamore, un'altra fetta indigesta. Dopo la richiesta dell'innalzamento del numero di transiti di camion nel Gottardo, della soppressione del divieto notturno, ora si toglie un contingente. Come sarà la prossima fetta?"
Anche se le prime due proposte menzionate non sono ancora entrate in vigore, per Bang la strada tracciata è chiara: "L'intento è quello di arrivare a un raddoppio effettivo. Purtroppo ci sono dei segnali preoccupanti che vanno in questa direzione. Il postulato approvato due giorni dopo le votazioni, ad esempio, già mette i piedi avanti. Si arriverà a chiedere il raddoppio effettivo con la strada spianata: 2 canne, più transiti, circolazione notturna... a quel punto i favorevoli partiranno in vantaggio".
Secondo Bang, tutti queste iniziative spianerebbero la strada per quello che in votazione costituzionale rischia di essere una formalità, ovvero un effettivo utilizzo al 100% delle due canne.
Il granconsigliere PS pone l'accento anche sulle ripercussioni ambientali e in termini di salute dei cittadini: "Quando c'era da promuovere il raddoppio si è tanto parlato di sicurezza e di salute, ora invece si vuole aumentare il traffico su strada quando abbiamo un'aria come quella del Mendrisiotto che è la più inquinata in Svizzera. Nel 2015 i livelli di inquinanti come il diossido di azoto, l’ozono e le polveri fini hanno superato i limiti 166 volte a fronte di un limite consentito di 3..."
Gli fanno eco i Verdi del Ticino: "Sapevamo che l’eventuale raddoppio della galleria del San Gottardo era una pessima idea per il Ticino e che avrebbe portato a un ulteriore aumento di TIR, malgrado tutte le assicurazioni dei fautori del secondo tubo", si legge in un comunicato degli ecologisti, che si dicono "indignati".
I Verdi si dicono preoccupati dal numero di TIR che continueranno ad aumentare, rendendo di fatto la nostra regione un imponente corridoio di transito per tutta Europa. "Questo accordo di liberalizzazione è solo l’ultima di una serie di decisioni e prese di posizione scandalose: ricordiamo che a pochi giorni dal voto sul raddoppio il Consiglio Nazionale ha deciso di abolire il limite massimo di 650’000 mezzi pesanti, poi il consigliere federale Ueli Maurer ha proposto di togliere il divieto notturno di circolazione per TIR sugli assi di transito a un mese dall’inaugurazione di Alptransit."
"L’articolo 32 dell’Accordo sul traffico terrestre fra Svizzera e Unione europea vieta espressamente l’introduzione di restrizioni quantitative per il traffico di transito e apre la porta a un’invasione di camion che, oltre a mettere in pericolo la sicurezza stradale, farà del nostro cantone un imbuto inquinato più di quanto lo sia già oggi. Non dimentichiamoci che il 40% dell’inquinamento sulla A2 causa costi a carico dei cittadini di oltre 60 milioni di franchi per i danni sanitari dovuti alle sole PM10. Quanto ancora dovranno pagare i ticinesi in termini non solo finanziari, ma anche di salute, traffico e qualità di vita, per favorire il transito di TIR europei?", concludono i Verdi, indignati.
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