
Non si è fatta attendere la replica di Giancarlo Jorio al comunicato con il quale il vicesindaco di Bellinzona Andrea Bersani ha dato notizia che la Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello ha chiuso (a meno di ricorsi al Tribunale federale) il procedimento penale avviato nei suoi confronti a seguito di una denuncia dello stesso Jorio (vedi articolo suggerito).
Jorio ha inviato poco fa alle redazioni il seguente testo "per ridare equilibrio a quanto asserito da Bersani".
“Non si tratta di uno scontro bensì di una vertenza giudiziaria tra un privato cittadino e un ex sindaco per la sua responsabilità funzionale alla carica istituzionale che esercitava al momento del fatto" scrive l'ex municipale di Giubiasco. "La CRP non ha riconosciuto a Giancarlo Jorio la legittimazione di parte nel procedimento, né più, né meno. Al riguardo, la motivazione lascia spazio per una verifica sotto il profilo dell’arbitrio."
"Poiché la sentenza è impugnabile, intanto, la procedura per l’ipotesi di violazione del segreto d’ufficio resta aperta" prosegue Jorio. "Sotto il profilo dell’opportunità, riguardo all’importante carica istituzionale, resta da valutare il fatto comportamentale come tale. In altre parole chi riveste una carica istituzionale, solitamente, non avverte chi è tenuto a controllare indicando preventivamente il tipo di presunta illegalità che andrà a controllare. Sostenere infine che tutto è corretto, omettendo di riconoscere anche quanto di scorretto è stato accertato dai servizi alle sue dipendenze, è una tipica “prodezza” dell'ex sindaco Bersani."
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