
L'Ospedale San Giovanni di Bellinzona teme per un declassamento dovuto alla centralizzazione gli enti ospedalieri nel Lugnaese, mentre a Lugano, l’Ospedale Italiano si prepara ad accogliere un nuovo autosilo e una nuova sala operatoria. A darne notizia è il Cdt.
Il San Giovanni richiama l’attenzione dei politici locali in seguito alla crescente migrazione della medicina d’eccellenza verso gli enti del Luganese. La nuova pianificazione ospedaliera suscita ancora dubbi nelle Tre Valli del Bellinzonese che, dopo le due petizioni guidate dall’MPS e dall’ASCOBLE in difesa degli ospedali di Faido e di Acquarossa, si sono nuovamente mosse per tutelare l’ente di Bellinzona. La preoccupazione non è stata espressa solamente dall'Ente regionale di sviluppo (ERS-BV), che giovedì sera ha votato per una risoluzione del problema, ma anche dai 17 comuni del Bellinzonese, i quali hanno scritto una lettera che presto verrà recapitata al Governo.
All’Ospedale Italiano, invece, tira aria di cambiamenti. Entro la fine dell’anno i lavori di costruzione di un nuovo autosilo inizieranno, dando vita a 250 nuovi posti auto. I nuovi parcheggi saranno destinati sia all’ospedale, sia alla vicina Università. Non si tratta dell’unica novità, infatti l’Associazione Ospedale Italiano permetterà la creazione di una nuova sala operatoria.
Il credito di 9,2 milioni di franchi per la creazione dell’autosilo è stato approvato mercoledì sera dall’Associazione Ospedale Italiano, presieduta da Walter Giovanzana. Secondo Gianna Macconi, per molti anni presidente e ora nel Cda dell’Associazione, è importante avere dei posteggi a prezzi ragionevoli in tutti gli ospedali: "È necessario, a nostro parere, che anche l'Ente Cantonale faccia una riflessione in questo senso visto che all'Ospedale non ci si reca di certo per divertirsi, ma per farsi curare oppure per portare conforto ai malati".
Per quanto riguarda la creazione di una nuova sala operatoria, è grazie ad una donazione (di 300.000 franchi, fatta da Giuseppina Ravetta) che l’Associazione ne permette la costruzione. Macconi si è espressa anche in merito alla nuova sala: "Abbiamo sempre a cuore l'Ospedale Italiano e abbiamo ritenuto utile sostenere la necessità di ampliare le sue prestazioni anche per quanto riguarda le sale operatorie. Attualmente ne hanno due, e capita che interventi in programma vengano posticipati per far fronte alle emergenze. Ecco perché stiamo studiando la possibilità di dotare l'Ospedale di una terza sala operatoria. Crediamo poi sia importante implementare la collaborazione tra Civico e Italiano. Non devono esserci divergenze tra i due ospedali visto che l'importante è servire la popolazione di questo Distretto".
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