
In Ticino nessun licenziamento. È quanto hanno ribadito le FFS oggi in conferenza stampa a Bellinzona illustrando la seconda fase della riorganizzazione di Cargo. Dopo il traffico combinato l'anno scorso, tocca ora infatti al traffico a carri isolati, ovvero il trasporto di singoli carri che vengono poi raggruppati per formare dei treni. Modalità che si usa solitamente per piccole spedizioni, invii postali e beni di consumo. Visto il deficit finanziario del settore, da dicembre ci sarà un riassetto per ridurre i costi pur garantendo il servizio attuale. La misura a livello nazionale toccherà poi circa duecento collaboratori, in Ticino quaranta. Per loro sono previsti «dei trasferimenti presso il deposito di Bellinzona, delle offerte che arriveranno anche dalla nostra affiliata TiLo e naturalmente, per un certa categoria di personale, ci saranno anche delle offerte di prepensionamento» conferma la direttrice per la regione sud delle FFS, Roberta Cattaneo.
«Non sono macchinisti di seconda categoria»
Queste le modalità, le FFS ribadiscono nel rispetto del CCL e discusse con i partner sociali. Per quanto riguarda le persone toccate, macchinisti, ma anche tecnici e amministrativi, e la maggior parte - è già stato confermato - resterà attiva presso Cargo in Ticino. Sulla questione degli spostamenti a TiLo, invece, recentemente da sindacati e membri del Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo è emersa la critica che non vi siano condizioni eque tra le due società. Ma cosa ne pensa Cattaneo? «TiLo ha un CCL e fa un servizio molto importante per il nostro cantone, trasporta studenti, pendolari e turisti all'interno del nostro cantone. Non sono macchinisti di seconda categoria, anzi, è un contratto collettivo molto interessante con dei salari al di sopra della media cantonale, quindi non credo proprio che si possa parlare di un personale di seconda categoria».
Chiasso? «Il personale di manovra rimane»
Un altro tema d'attualità è la paventata chiusura del deposito di Chiasso. Oggi, le Ferrovie hanno ribadito che per quanto riguarda le sedi ticinesi, rimarranno attive quelle di Bellinzona (con personale di locomotiva e manovra), Cadenazzo, Lugano-Vedeggio e Mendrisio (con personale di manovra) mentre a Chiasso si resterà con personale di manovra e manutenzione, ma non più di locomotiva. «Si tratta di una chiusura, se si vuole parlare così, parziale. Riguarda solamente i macchinisti di lunga percorrenza. Tutto quello che è il personale di manovra, quello rimane a Chiasso» conclude la direttrice.

