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Ticino
"Tifoso sanguinante per una pietra in testa"
Redazione
13 anni fa
Il quinto giovane fermato per i disordini al derby ha fornito la sua versione. Intanto emergono pareri discordanti sulle botte agli agenti

È stato interrogato e rilasciato il quinto giovane fermato per i disordini al derby di hockey Lugano-Ambrì dello scorso 24 settembre. Il 20enne, che era stato prelevato al suo domicilio lunedì sera dalla Polizia, ha fornito la sua versione dei fatti agli inquirenti, secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino. Una versione che gli assegnerebbe un ruolo marginale nei tafferugli scoppiati dopo la partita.

Il giovane non avrebbe avuto nessun ruolo nel pestaggio dei due poliziotti, malgrado fosse presente in zona al momento dell'aggressione. E anche nei seguenti tafferugli sarebbe intervenuto solo per soccorrere un amico. Il 20enne ha infatti sostenuto che, avendo lui una formazione sanitaria, è intervenuto tra i tifosi solo per aiutare un giovane accasciato a terra, che sanguinava a causa di una pietra che gli era stata scagliata in testa dagli ultras avversari.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore generale John Noseda, dovrà accertare la veridicità delle sue affermazioni. Intanto in carcere, sempre secondo il CdT, restano solo uno dei due 21enne arrestati in un primo tempo ed un 19enne finito in manette pochi giorni dopo. Si susseguono nel contempo gli interrogatori, che non escludono ulteriori sviluppi. Alcuni tra i fermati, infatti, avrebero contestato in parte la versione secondo cui le botte ai poliziotti sarebbero scattate solo dopo che questi avevano ammesso di essere degli agenti. A detta di alcuni, i tifosi avrebbero accertato questo aspetto solo dopo aver fatto partire i pugni.

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