
Tra le decisioni che ieri sono uscite da Palazzo delle Orsoline due sono quelle degne di sottolineature. La prima era l’adesione al concordato intercantonale sulle misure contro la violenza, in particolar modo degli stadi. Il Cantone quindi metterà in pratica quelle misure atte a prevenire i disordini in occasione di incontri di calcio o hockey. Cinque le misure concrete che si applicheranno ossia l’obbligo di autorizzazione allo svolgimento degli incontri per le categorie superiori, estensione fino a tre anni delle diffide e obbligo di presentarsi in polizia, nuove norme in materia di perquisizioni e l’aggiunta dell’uso di materie esplosive, quindi torce e affini, delle vie di fatto e dell’impedimento di atti d’autorità nella lista dei comportamenti violenti. L’altro punto in votazione era quello secondo il quale sarà possibile votare per corrispondenza anche per quel che concerne le elezioni politiche cantonali. Questo a partire dal 2015. Il Ticino era l’unico cantone ancora sprovvisto di questa possibilità. Già nel 2007 e nel 2010 si era proposto il voto per corrispondenza, ma all’epoca ci fu il nulla di fatto. Ieri invece con 43 voti favorevoli, 32 contrari e due astensioni il Gran Consiglio ha accettato questa soluzione. Ma la parole “fine” potrebbe ancora essere lontana. Franco Celio del PLR ha infatti annunciato che potrà essere lanciato il referendum per fare decidere al popolo.
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