
La ricetta anti facinorosi proposta da Norman Gobbi non convince i club ticinesi. Come anticipato da TeleTicino, le società di hockey e calcio di serie A e B hanno scritto in queste ore al Dipartimento delle Istituzioni, mettendo nero su bianco diverse perplessità sulla possibilità d’implementare, entro settembre, un sistema d’identificazione fotografico dei tifosi all’ingresso degli stadi. Parecchi i nodi sottolineati da Ambri e HC Lugano: dalle scarse tempistiche imposte, al rischio di costi eccessivi, dal problema della privacy, fino a questioni di natura tecnica e operativa.
Sulle barricate invece le società calcistiche che alla proposta di Gobbi hanno risposto con un secco no. Per il Chiasso la misura è sproporzionata ed economicamente insostenibile. “Piuttosto rinunceremmo alla licenza di Challenge League”, ha dichiarato il presidente Maurizio Cattaneo ai microfoni di TeleTicino. Più dura ancora la presa di posizione del direttore generale dell'FC Lugano Michele Campana: “Secondo noi in questo modo non si risolve il problema. Si allungherebbero solo le tempistiche d’accesso allo stadio, con il rischio di azioni di ribellione esterne e enormi costi per i club”.
Infine i Ticino Rockets hanno ribadito la necessità di rispettare il principio della proporzionalità: “Un club piccolo come il nostro” ha spiegato il presidente Davide Mottis “non può sostenere costi superiori alle proprie possibilità”
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

