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Ticket rosa, coerente o svilente?
Redazione
4 anni fa
La strategia del PS di presentare solo candidate donne per il posto di Simonetta Sommaruga divide la politica. Anche in Ticino le opinioni divergono. Dadò: “Un po’ svilente per le donne”. Aldi: “Meglio puntare sulle competenze”. Bourgoin: “Il PS ha già un consigliere federale uomo”. Sirica: “La parità è imprescindibile".

Manca un mese esatto all’elezione dei due consiglieri federali che prenderanno il posto di Ueli Maurer e Simonetta Sommaruga. A far parlare di sé in questi giorni è il seggio socialista dopo che la dirigenza del partito ha deciso di presentare un ticket tutto al femminile. Una strategia che ha acceso le polemiche visto che di fatto metterebbe fuorigioco tutti i papabili di sesso maschile… anche chi ha il curriculum adatto e una gran motivazione, come il consigliere agli Stati zurighese Daniel Jositsch, che si è detto contrariato dalla decisione del suo partito. Ai microfoni della RTS ha parlato di “una discriminazione all’inverso”. Anche un sondaggio del portale Nau.ch mostra che ben l’84% delle persone è contraria alla candidatura tutta femminile.

Cosa dicono i nostri rappresentanti?

Il tema della parità è all’ordine del giorno anche nella nostra agenda politica dove regolarmente si torna a parlare di quote rosa. Ma cosa pensano i nostri politici di questo ticket blindato? Partiamo dai più scettici. "Mi sembra un po' svilente per le donne", sottolinea il presidente del Centro Fiorenzo Dadò. "Ritengo che bisogna presentare i migliori candidati possibili, che siano uomini o donne". A fargli eco Sabrina Aldi, vice capogruppo della Lega. "Credo sia un peccato perché si rischia di non puntare sulle capacità e le competenze, oltre che creare una discriminazione". "È una sciocchezza", ribatte Lara Filippini, deputata UDC. "Bisogna candidare le persone per la loro qualità e la loro competenza, non per il genere". Per la capogruppo PLR Alessandra Gianella l'accento andrebbe messo altrove. "Spetta ai partiti decidere i propri candidati. Più aperta è la scelta, meglio è. In questo caso l'importanza è prescritta dalla Costituzione federale, ossia che ci sia un'equa rappresentanza linguistica e regionale da parte dei rappresentanti del Consiglio federale”.

I favorevoli

C’è invece chi sostiene questo ticket rosa blindato, come la co-coordinatrice dei Verdi Samantha Bourgoin. "Il PS ha già un consigliere federale maschio, si chiama Alain Berset. Mi sembra dunque più che legittimo che per questa nuova posizione aprano al mondo femminile. Più della metà dei talenti sono donne, diamole spazio”. Infine, arriviamo al partito socialista, al cui interno si sono levate anche delle voci critiche. Il co-presidente Fabrizio Sirica difende tuttavia la strategia dei vertici nazionali. “Se può essere letta come una forzatura, forse lo è anche, ma è giustificata dal fatto che la parità è imprescindibile. La popolazione è al 50% femminile e deve avere la giusta rappresentanza. Se non facessimo questo passo, ridurremo ancora la percentuale di rappresentanza in Consiglio federale. Sarebbe grave secondo me”. Sul fatto che rimangano esclusi dei candidati maschili validi, per Sirica è un non problema. “Questo sarebbe un buon argomento se le donne in lizza o che hanno dato la propria disponibilità non fossero altrettanto competenti. Sono convinto che abbiamo questi profili e quindi questo tema non si pone. Mi fa invece specie che appena un uomo viene escluso, monta la polemica. Se invece lo è una donna, è quasi la normalità. Questo è indice del fatto che la società deve cambiare e forse anche alcuni socialisti".

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