
La moda ed il tessile ticinesi restano attivi nonostante le sfide geopolitiche e guardano al futuro con ottismo realista. È questo il termometro dato da TicinoModa, riunitosi in assemblea ieri. «Il settore della moda è sempre attivo e cerca di affrontare la situazione nel modo migliore, con tanto impegno, senza nessuna garanzia di successo», spiega la presidente Marina Masoni a Ticinonews. «Ma in un quadro che mette molto sotto pressione, possiamo dire che sta mostrando una buona resilienza». Nello specifico, «le sfide sono tantissime. C'è una lista di turbolenze, di incertezze. La moda vive di voglia di vivere, di scambi internazionali. Però allo stesso tempo il settore è molto proattivo e affronta le sfide con molto dinamismo, con molta voglia di farcela».
Il Fashion Competence Center
Aldilà delle sfide, però, ci sono anche le nuove iniziative. Quest'anno, tra i progetti principali c'è il Fashion Competence Center. L'obiettivo è quello di collaborare con Switzerland Innovation Park Ticino per favorire nuove soluzioni di economia circolare nella moda. «Abbiamo deciso con grandi anni di lavoro, insieme con le aziende e con SUPSI, di dedicarci all'economia circolare e più in specifico con questo progetto, addirittura all'ecodesign. Eravamo partiti piuttosto con l'idea di occuparci di riciclo, riciclo dei materiali, ma per finire ci siamo convinti, appunto ascoltando le aziende, che la vera sostenibilità comincia prima, già nel momento in cui si disegna il prodotto. E quindi abbiamo lavorato su questo», prosegue Masoni. Più nello specifico, si tratta di «una piattaforma dove le aziende possano andare a testare, imparare e provare le loro, le loro scelte di design prima di tutto, poi pian pianino si andrà anche verso il riciclo dei materiali».

