
Potrebbe essere giunta al capolinea l'avventura dell'associazione Ticino&Lavoro. Nata inizialmente come gruppo su Facebook, l'associazione si è iscritta a Registro di Commercio nel novembre del 2014 e mira a promuovere le relazioni tra disoccupato e datore di lavoro, unire nella ricerca di un impiego disoccupati e occupati domiciliati o residenti in Svizzera e fornire strumenti con lo scopo di facilitare il reinserimento professionale dei disoccupati nel mondo del lavoro.
Ma come anticipato via Facebook dal presidente e consigliere comunale PPD a Lugano Giovanni Albertini potrebbero ben presto scorrere i titoli di coda su un'avventura durata poco più di due anni. "A causa del mancato sostegno del Cantone, dei Comuni, della Camera di Commercio e delle autorità politiche stiamo valutando la possibilità di chiudere i nostri servizi - scrive Albertini - Abbiamo investito molto tempo libero, energie e risorse finanziarie anche nostre, ma in Ticino i progetti nati e cresciuti dal basso non piacciono e non vengono minimamente sostenuti".
Infine, una stoccata a "coloro che si limitano a criticare e a lamentarsi senza portare alcun aiuto e/o valore aggiunto a chi si trova in difficoltà". Grande delusione per Albertini, che insieme al vice presidente Omar Valsangiacomo e Emma Janner aveva puntato molto sul progetto. In ballo da diverso tempo vi sarebbe anche un incontro con il direttore della Divisione dell'economia Stefano Rizzi.
"Da due anni ci impegnamo nel nostro tempo libero con tante iniziative in favore dei disoccupati, come una raccolta fondi per progetti mirati (ad esempio per sensibilizzare le aziende) - ci dice Albertini - Il nostro sito deve essere rielaborato ma mancano le risorse, le raccolte fondi non bastano". E il sostegno da parte della utorità latita: "Sarebbe utile comparire sui siti del Cantone e dei Comuni. A suo tempo avevamo parlato con Lugano ma non se n'è fatto nulla. E anche da parte del Cantone le porte sono state chiuse".
La delusione è palpabile: "È come essere arrivati a pochi centimetri dalla vetta e dover scivolare di colpo a metà strada. Potremmo dare molto di più ma non riusciamo a evolvere. Siamo demoralizzati e delusi perchè da parte di chi potrebbe aiutarci c'è snobbismo. In particolare da chi promette di fare qualcosa per i disoccupati con slogan e belle parole. Ma in quanto a fatti, pochi".
"Il nostro servizio è un unicum a livello ticinese, rispetto agli Uffici regionali di collocamento (URC) offriamo una componente sociale e umana come lo scambio di informazioni e il sostegno reciproco tra i nostri iscritti quando qualcuno si sente demoralizzato perchè non trova un impiego". Ma alle autorità il progetto non sembra interessare. E c'è di più: "Ci sentiamo un po' usati: il Governo aveva bocciato le nostre proposte riformare gli Uffici regionali di collocamento savlo poi rielaborarle. E non dimentichiamo che in seguito a un nostro sondaggio tra 1'200 disoccupati gli URC, inizialmente ritenuti "intoccabili e perfetti", hanno subito dei correttivi. Sembra che la nostra iniziativa non piaccia alle autorità, nonostante 8'200 persone iscritte e diversi buoni risultati".
"Non vedo possibilità di svilupparci ulteriormente - prosegue - Sono commosso dagli attestati di stime ricevuti sotto il mio post". Albertini conclude con un appello alle forze politiche: "Per una volta i partiti dovrebbero unirsi per affrontare il problema del mondo del lavoro, basta con questi steccati. Noi giovani, a livello di partiti, siamo molto più collaborativi."
È davvero la fine per Ticino&Lavoro? "Abbiamo contattato la piattaforma di crowdfunding progettiamo.ch, un'idea nata dai commenti al post. Volevamo evitare di chiedere dei soldi a persone che sono in difficoltà, ma è l'unico modo. E mi ha sorpreso la solidarietà dimostrata proprio da chi ha più bisogno..."
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