
Il Servizio di assistenza e cure a domicilio (SACD) Ticinocure di SA "ha disdetto il contratto colettivo di lavoro per il personale retroattivamente al 1. gennaio 2016". Una prassi denunciata dal sindacato VPOD, che in un comunicato odierno ha duramente criticato questa decisione: "In nessuna parte del mondo si è mai vista tanta arroganza da parte di un datore di lavoro, che arriva a rimettere in questione le condizioni di lavoro dei propri dipendenti, peggiorandole retroattivamente di 11 mesi".
"L'autrice della disdetta, la direttrice amministrative Carmela Sturzenegger, non ha probabilmente capito la portata negativa che comporta tale decisione - prosegue il sindacato - Specie in un settore molto sendsibile dove sono curati e assistiti molti utenti. Ricordiamo che il settore dei SACD è regolamentato in Ticino da un CCL costruito grazie a una paziente e seria collaborazione tra sindacati e parte dei Servizi privati".
Il sindacato VPOD, infine, elenca "i principali peggioramenti decisi da Ticinocure SA" e afferma di rifiutare "questo modo di agire scorretto", confermando che "si batterà affinché il servizio rispetti il CCL in vigore":
- blocco della carriera salariale- annullamento del diritto a 5 o 6 settimane all'anno di vacanza- versamento di 2,50 franchi all'ora di trasferte per dipendente ("è illegale e equivale a un furto")- aumento dell'orario lavorativo da 40 a 42 ore settimanali- annullamento delle indennità di picchetto e per lavoro notturno e festivo- annullamento del premio fedeltà- diminuzione dei congedi pagati
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

