
Momento storico per il sindacato Unia e per le lavoratrici ed i lavoratori dell’industria metalmeccanica. Per la prima volta dopo 76 anni, nella Convenzione nazionale saranno ancorati dei salari minimi. È il risultato di una lunga e intensa trattativa con l'associazione padronale Swissmem conclusasi lo scorso 1° giugno anche grazie all'intervento di un mediatore. L'accordo, che deve ancora essere ratificato dai delegati di Unia e di Swissmen, in Ticino garantirà aumenti salariali a circa 800-1000 persone. Si tratta di un grande successo per Unia che, dopo aver negoziato duramente per sei mesi e preso atto dell'indisponibilità di Swissmem, lo scorso 26 aprile aveva interrotto le trattative e chiesto la mediazione del Consiglio federale. Una mediazione, affidata all'ex responsabile dell'Ufficio federale del lavoro Jean-Luc Nordmann, rivelatasi decisiva. La condizione di ancorare dei salari minimi nella Convenzione posta da Unia per sottoscrivere il nuovo Ccl si è così realizzata e a partire dal 1° luglio 2013 i lavoratori dell’industria metalmeccanica potranno beneficiare di salari minimi che da un lato li proteggeranno dal dumping salariale a dalla sostituzione di manodopera e dall’altro riconosceranno loro le competenze e le qualifiche professionali. Senza il salario minimo, ottenuto grazie all’impegno ed alla determinazione di Unia, nei prossimi anni avremmo assistito ad un rapido ed inesorabile livellamento verso il basso dei salari ed al licenziamento dei lavoratori meglio retribuiti, ma anche ad uno scadimento della formazione professionale. Questi i salari minimi previsti per il Ticino: 3.300 franchi per il personale non qualificato, 3.600 per il personale qualificato al primo impiego. I delegati di Unia si esprimeranno il prossimo 21 giugno, un giorno dopo Swissmem. La ratifica dell'accordo appare però scontata.
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