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Ticino
Ticino: tutti concordi sulla cultura, anche la Lega
Redazione
13 anni fa
Persino il movimento di via Monte Boglia ha sostenuto la legge che sancisce il sostegno alla cultura. Bertoli non credeva alle proprie orecchie

È quasi un colpo di scena, quello avvenuto ieri in serata nel Parlamento cantonale. A tarda ora è finita sui banchi la nuova legge che promuove le attività culturali nel canton Ticino. E al momento di votare tutti i partiti si sono schierati a suo favore, con sole 8 astensioni. Persino Lega e UDC hanno approvato una legge che riconosce ufficialmente il ruolo di tutte le attività culturali.

Il direttore del Decs Manuele Bertoli era quasi incredulo. "È rallegrante constatare un consenso praticamente unanime del Gran Consiglio..." ha commentato, ricordando che al voto non è andata una legge sulla cultura, bensì una legge di sostegno alla cultura, che intende fare ordine nel settore e radunare le forze. Si intende in pratica potenziare l'offerta culturale coordinando tutti gli attori in campo, senza così necessitare di un aumento di risorse. "La spesa non aumenterà, sarebbe bello, ma la situazione finanziaria è quella che è" ha aggiunto Bertoli, lodando l'importanza dei fondi Swisslos, "senza i quali sarebbe davvero dura".

E proprio l'intenzione di coordinare le attività culturali, migliorandone l'insieme senza aumentarne i costi, è piaciuta anche alla Lega, cui non va unicamente "la cultura elitaria, quella che interessa a pochi e vive a spese del contribuente" come ha specificato Angelo Paparelli.

Anche Eros Mellini, a nome dell'UDC, ha espresso timori per "maggiori costi ad innaffiatoio", pur aderendo alla legge. A rispondergli è stato il socialista Gianrico Corti, correlatore della Commissione della Legislazione: "La cultura non è un lusso, è una necessità".

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