
È giunta la risposta del Governo all'interrogazione inoltrata il 14 gennaio scorso dalla deputata Michela Delcò Petralli (Verdi) in merito a un calendario di Ticino Turismo, realizzato e stampato in Italia. L'ente aveva già fornito la sua presa di posizione, precisando come il calendario in questione fosse rivolto unicamente al mercato italiano, motivo per il quale era stato realizzato nella Penisola.
Il Governo, rimandando alla risposta di Ticino Turismo, ritenuta esaustiva, ribadisce che il calendario 2014 all'origine dell'interrogazione è stato effettivamente realizzato in Italia "e distribuito come supplemento in sette giornali dell’agglomerazione di Milano".
"Si tratta infatti di un’attività di inserzionistica promozionale eseguita sul mercato italiano in collaborazione con un gruppo editoriale locale" spiega il Consiglio di Stato. "L’operazione di marketing in questione ha visto coinvolti oltre a Ticino Turismo vari partner locali: Società Ticinese di Apicoltura, La Fondazione Hermann Hesse, Il Granfondo San Gottardo, Ente Turistico Mendrisiotto e Basso Ceresio, Lugano Turismo, Leventina Turismo, Ente Turistico Tenero e Valle Verzasca, Regione Ritom-Piora, Ente Turistico Gambarogno, Chocolat Alprose, Azienda Agraria Cantonale Mezzana e Ticino a Tavola. Alcune copie del calendario in questione sono state inviate dall’Ente Turistico Mendrisiotto e Basso Ceresio ai propri partner nell’ambito di una comunicazione mirata in cui si sottolineava l’importanza del mercato italiano per la regione e si elencavano le attività svolte sul mercato."
Il Governo ricorda infine che per quanto concerne la realizzazione dell’insieme del materiale promozionale cartaceo (prospetti, mappe, ecc.) e degli altri stampati (carta intestata, agende, biglietti da visita, ecc.), Ticino Turismo fa da sempre capo "ad aziende presenti sul proprio territorio applicando regolari bandi di concorso secondo la Legge sulle commesse pubbliche del 2001."
La risposta del Consiglio di Stato termina ricordando che il calendario ufficiale di Ticino Turismo, da non confondere con quello dell'interrogazione, è stato commissionato in Ticino, alla Fondazione Diamante.
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