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Ticino
Ticino terra di ciclismo. Senza bici
Redazione
13 anni fa
Il Cantone annulla la 31° edizione del Giro del Gambarogno, a soli sei giorni dal via, senza spiegazioni. Mesi di sforzi gettati al vento

Ticino, terra di ciclismo. Uno slogan che per molti suona come una beffa. Di cui l'ultimo atto si è consumato questo lunedì, 22 aprile 2013. Alle 16.30 il presidente del Velo Club Bellinzona, Giorgio Moretti, riceve una mail dalla Sezione della circolazione del Cantone: "Sentito il preavviso negativo della Polizia, non è concessa l'autorizzazione all'organizzazione della 31esima edizione del Giro ciclistico del Gambarogno, prevista per domenica 28 aprile." Un fulmine a ciel sereno, una cocente delusione, un colpo letale per una gara che ha richiesto ore e ore di puntigliosa organizzazione. Tutto tempo sprecato. "Non riesco a capire i motivi di questa decisione" spiega Moretti, "anche perché nella mail non sono spiegati. Noi ci siamo dati da fare per venire incontro alle richieste della Polizia, abbiamo sempre organizzato la gara in modo impeccabile, per cui non capisco come mai quest'anno non la si possa fare." Eh sì, perché il Giro del Gambarogno è una tradizione ormai trentennale, oltre ad essere, per quest'anno, l'unica gara ticinese nel calendario nazionale, dopo che il GP di Lugano ha dovuto essere stato annullato per neve. E pensare che, una quindicina di anni fa, quando venne coniato l'allettante slogan "Ticino terra di turismo", le gare nel nostro Cantone erano ancora una ventina.  "Abbiamo dovuto subito avvisare tutti coloro che sono coinvolti nella gara: più di 100 volontari e più di 100 iscritti, di cui molti provenienti dall'Italia o da Oltralpe" spiega Moretti. "Molti di loro avevano già riservato l'albergo per venire in Ticino e ora, a pochi giorni, dalla gara, si vedono costretti a disdire tutto. E lo stesso dobbiamo fare noi, dai servizi di sicurezza alle ambulanze, e così via. Una bella grana." Ma quindi in Ticino il ciclismo è o i Mondiali o niente? Abbiamo interpellato la Sezione della circolazione per capire quali siano i motivi che hanno indotto a negare l'autorizzazione al Giro del Gambarogno, a soli sei giorni dal via. Non è stato possibile, per ora, ottenere delle risposte, ma il responsabile della sezione, Aldo Barboni, ha promesso un comunicato stampa delucidatorio. Vedremo. Quel che è certo è che le bici, anche il prossimo weekend, staranno ben alla larga da quella che viene chiamata "Terra di ciclismo."AS

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