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Ticino
Ticino: sono 150 gli operatori sanitari italiani "bloccati"
Redazione
13 anni fa
Alla vigilia di Natale Lorenzo Quadri aveva lanciato l'allarme: a diversi medici italiani non è stata rinnovata l'autorizzazione. Oggi l'Ufficio della sanità precisa

Sono una cinquantina gli operatori sanitari italiani che, poco prima di Natale, hanno ricevuto dall'Ufficio della sanità del Dipartimento della Sanità e Socialità del canton Ticino la comunicazione della sospensione alla concessione dell'autorizzazione ad esercitare in Ticino. Un ulteriore centinaio riceverà questa comunicazione nei prossimi giorni o settimane.

A far emergere la questione era stato il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega), che il giorno della vigilia di Natale aveva postato su Facebook la copia della lettera ricevuta da una dottoressa italiana. "La sua pratica di rinnovo dell'autorizzazione verrà sospesa in attesa di trovare soluzione ad una situazione che si è originata da un cambiamento di prassi introdotto dalle autorità italiane, non preventivamente annunciato né discusso con la Svizzera" si leggeva.

Una lettera che poteva apparire allarmante, per un sistema sanitario come il nostro, fortemente dipendente dalla manodopera proveniente da Oltreconfine. Ma non è così. Ce lo spiega il capo dell'Ufficio di sanità, Stefano Radczuweit, precisando i contorni del "blocco".

Dei 150 operatori sanitari (89 sono medici) che hanno ricevuto o riceveranno questa lettera, solo 15 (5 medici) esercitavano già in Ticino. Questa piccola minoranza beneficiava di un'autorizzazione temporanea, valida un anno. Tutti gli altri sono medici che non hanno mai lavorato da noi e che richiedevano l'autorizzazione per la prima volta.

Un numero elevato di richieste riguardanti i medici, 89, che si spiega con la caduta a fine 2011 della moratoria, poi nel frattempo reintrodotta. Durante questo periodo il numero di medici autorizzati nel nostro Cantone è infatti aumentato del 30%, come spiega Radczuweit.

Tutti i 150 operatori sanitari toccati dalla misura sono operatori con il libero esercizo, prosegue Radczuweit. Nessuno di questi casi riguarda gli ospedali ticinesi, dove notoriamente si registra la più grande penuria di manodopera e dove una tale misura avrebbe potuto creare grave danno; i medici ospedalieri in attesa del libero esercizio dispongono infatti, per la loro attività ospedaliera, di un'autorizzazione distinta non interessata dal blocco. Tra gli indipendenti, invece, di penuria non ce n'è.

Questo blocco delle autorizzazioni resta comunque fastidioso, soprattutto per i diretti interessati. E anche perché è dovuto a un cambiamento della prassi di autocertificazione deciso unilateralmente dall'Italia, cui la Svizzera non può nulla.

Già il 17 ottobre scorso, l'Amministrazione federale aveva scritto a Roma per chiedere chiarimenti, ma ad oggi non è ancora giunta risposta. Un'attesa che si protrae e che obbliga le autorità cantonali a tenere in sospeso tutte le richieste. In alcuni casi, per interessi superiori o dei pazienti, potranno essere fatte delle eccezioni. Ma in tutti gli altri occorrerà attendere. E non si sa per quanto.

"Per noi è un po' delicato basarsi su queste dichiarazioni auto certificative introdotte dall'Italia, soprattutto dopo i casi verificatisi negli scorsi anni" spiega Radczuweit. "Inoltre, al contrario delle autorità italiane, non abbiamo accesso alla banca dati italiana, per cui non possiamo verificare direttamente le informazioni. Tale prassi appare inoltre per lo meno dubbia per quanto riguarda la conformità con le stesse direttive dell'Unione europea. Si capisce come, nel dubbio, non possiamo permetterci di rilasciare autorizzazioni a medici di cui non si può comprovare l’idoneità."

Per cui, per sicurezza, tutte le autorizzazioni sono state bloccate. "Alcuni medici si sono arrabbiati" ci dice il capo dell'Ufficio di sanità, "altri invece, conoscendo come vanno le cose nel loro Paese, hanno capito."

La situazione per la sanità ticinese, comunque, non è allarmante. Di studi medici indipendenti ve ne sono già a bizzeffe, per cui il mancato arrivo immediato di questi 85 nuovi medici non creerà problemi. E problemi non ve ne saranno nemmeno negli ospedali, visto che nessuno dei loro medici è coinvolto dal blocco. L'unica seccatura è quella che provano quei 150 medici italiani: ma non hanno che da prendersela con il loro Governo.

Andrea Stern

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