
Questa mattina presso la sede del centro di formazione della SSIC a Gordola è stato presentato lo studio sulla concorrenza estera e la competitività delle imprese ticinesi. Obiettivo è quello di quantificare l’impatto della concorrenza estera nel comparto dell’edilizia e nei settori affini, in termini di cifra d’affari e di posti di lavoro.Lo studio è stato realizzato da Carmine Garzia professore di scienze economiche all’USI. All’incontro era presente anche il presidente dell’AIC (l’Associazione Interprofessionale di Controllo) Renzo Ambrosetti il quale ha presentato gli ultimi dati sulle notifiche, dati che dicono che anche nel 2011 continua la tendenza dell’aumento delle notifiche. Se nel 2009 erano 10’622 e nel 2010 12’050 nei primi 6 mesi del 2011 sono già a quota 7100.Preoccupante il problema dei falsi indipendenti, per i quali non esiste una base legale ma che comunque hanno suscitato interesse anche a livello federale, visto che il fenomeno ha toccato anche i cantoni della svizzera-tedesca.Le analisi effettuate hanno permesso di realizzare una stima dell’attività svolta dalle imprese estere nel canton Ticino.La concorrenza estera ha inciso sul comparto dell’edilizia per 392 posti di lavoro nel 2009 e 336 nel 2010, ossia le ore lavorative prestate da maestranze estere corrispondono al numero di posti di lavoro citati. Le aziende estere operanti sul territorio del canton Ticino hanno realizzato una cifra d’affari di ca 65 milioni di franchi nel 2009 e di 55 nel 2010.Cifre considerate importanti.I settori più toccati dalla concorrenza straniera sono il settore delle metal costruzioni, quello della tecnica della costruzione e la falegnameria che sono responsabili per oltre il 60% delle giornate di lavoro totale dei lavoratori stranieri.Le soluzioni proposte variano dall’ aumento dei controlli fino al responsabilizzare i clienti locali che potrebbero dichiarare il valore dei lavori eseguiti, disincentivando le aziende estere a fatturare magari cifre minori dell’effettivo.fp/mm
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