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L'analisi
Ticino locomotiva della nuova imprenditoria: nel 2026 le nuove aziende crescono del 15%
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Redazione
7 ore fa
Nonostante guerre, rincari energetici e tensioni commerciali globali, il Ticino registra il miglior risultato della Svizzera e passa da fanalino di coda a capolista nella creazione di nuove imprese.

Nel pieno di un contesto internazionale segnato da forti incertezze economiche e geopolitiche, il Ticino si distingue come il Cantone più dinamico della Svizzera nella nascita di nuove aziende. È quanto emerge dalle ultime analisi di Startups.ch, basate sulle iscrizioni al registro di commercio pubblicate sulla FUSC. Nel primo semestre del 2026, in Svizzera sono state registrate complessivamente circa 28'781 nuove imprese, contro le 27'811 dello stesso periodo del 2025, con una crescita del 3,5%.

Il Ticino guida la classifica nazionale

A fare ancora meglio della media nazionale è però il Ticino. Il cantone ha registrato 1'343 nuove iscrizioni, rispetto alle 1'167 dello scorso anno, segnando un incremento superiore al 15% e conquistando il primo posto a livello svizzero. Un'inversione di tendenza sorprendente, soprattutto se si pensa che nel 2025 il Ticino era risultato ultimo in classifica, con una contrazione del 4,9%. Secondo gli analisti, il cambio di passo potrebbe essere collegato alla significativa riduzione dell'aliquota cantonale sull'imposta degli utili, passata dall'8 al 5,5% a partire dal 2025. Si tratta della più importante diminuzione fiscale introdotta da un cantone nell'ambito della riforma RFFA e potrebbe aver contribuito a rendere il territorio particolarmente attrattivo per nuove iniziative imprenditoriali.

Una crescita diffusa, ma con velocità diverse

Anche nel resto della Svizzera il quadro rimane generalmente positivo, pur con differenze regionali. La Svizzera nord-occidentale ha registrato una crescita del 4,3%, trainata da Argovia e Basilea Campagna, entrambe al +7%. La Svizzera orientale è salita del 3,6%, con San Gallo in evidenza (+11,6%), mentre la Romandia si è fermata a un più contenuto +1,5%. Zurigo ha fatto segnare un incremento del 2,4%. In controtendenza alcuni cantoni come Turgovia (-10,9%) e Basilea Città (-7,9%).

Imprese nate nonostante le incertezze globali

La vivacità imprenditoriale appare particolarmente significativa alla luce del contesto economico attuale. L'aumento dei costi energetici, le incertezze legate ai conflitti internazionali e i nuovi dazi statunitensi del 10% sulle esportazioni svizzere continuano infatti a pesare sulle prospettive economiche. La Confederazione prevede per il 2026 una crescita del PIL compresa soltanto tra lo 0,8 e l'1%. Nonostante ciò, diversi fattori continuano a sostenere l'iniziativa privata: la bassa inflazione, la solidità del franco svizzero e soprattutto le opportunità generate dall'intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale.

L'informatica supera commercio e beni di consumo

Per la prima volta, il settore dell'informatica e dello sviluppo software è diventato il principale motore delle nuove costituzioni, rappresentando il 12,3% del totale e superando il tradizionale comparto dei beni di consumo e del commercio, fermo al 9,7%. Seguono il settore immobiliare e dell'architettura (8,1%), l'edilizia (7,2%) e la gastronomia (6,9%). Secondo Startups.ch, il boom dell'intelligenza artificiale sta modificando profondamente il panorama economico: sempre più piccole e medie imprese cercano competenze specializzate per integrare queste tecnologie nei propri processi, mentre molte attività più semplici vengono progressivamente automatizzate.

Secondo semestre: prudenza ma fiducia

Le prospettive per il resto del 2026 restano improntate a un cauto ottimismo. Molto dipenderà dall'evoluzione delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, gli elementi strutturali che favoriscono la creazione d'impresa in Svizzera rimangono solidi: stabilità istituzionale, affidabilità del sistema economico e una crescente spinta all'innovazione. E il Ticino, almeno per ora, sembra aver saputo cogliere meglio di tutti queste opportunità, trasformandosi da fanalino di coda a vero motore dell'imprenditoria nazionale.