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Ticino
Ticino: il colosso tedesco che inquieta i farmacisti
Redazione
13 anni fa
La catena Benu, in forte espansione nel nostro Cantone, non formerà più apprendisti, per motivi economici. Il Cantone lancia l'allarme

Serpeggia l'inquietudine, nelle farmacie ticinesi e tra gli organi preposti alla formazione professionale. La catena romanda Benu, che negli ultimi sei mesi ha acquisito cinque farmacie nel nostro Cantone, ha infatti deciso di non formare più apprendisti a partire da quest'anno.

La decisione è stata presa dal proprietario della catena, il colosso tedesco Phoenix, con l'obiettivo di tagliare i costi e rendere più concorrenziali le proprie farmacie.

Ma in Ticino, ovviamente, questa misura di risparmio non è vista di buon occhio. Oggi La Regione dedica ampio spazio alla questione, citando i pareri delle autorità cantonali. Il farmacista cantonale, Giovan Maria Zanini, si dice molto preoccupato, "perché la situazione potrebbe diventare insostenibile per il Ticino".

"Se per ipotesi dovessimo perdere una decina di posti di apprendistato per il sistema formativo professionale in questo campo sarebbe un duro colpo" afferma ancora Zanini. "Il ricambio di personale in questo settore è molto elevato e la professione è una di quelle molto ambite, per cui dobbiamo garantire un certo numero di posti di tirocinio."

Attualmente a Sud delle Alpi lavorano 800 assistenti di farmacia. Le persone in formazione sono 120, di cui 40 con contratti sottoscritti lo scorso anno. Dovessero andare persi 10 posti di tirocinio, in futuro potrebbero sorgere problemi di mancanza di manodopera locale.

"Dove si andrebbero a prendere gli assistenti di farmacia a quel punto?" si interroga il capo della Divisione della formazione professionale, Paolo Colombo, ricordando come l'apprendistato preveda "la collaborazione tra pubblico e privato", in quello che "anche per le aziende è un investimento sulla manodopera del futuro."

Le autorità cantonali incontreranno a breve i responsabili della catena romanda, se possibile già durante questo mese di gennaio. Catena romanda che, per ora, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alla sua decisione, chiedendo di attendere la fine del periodo festivo.

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