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Ticino
Ticino: "È tangentopoli"
Redazione
13 anni fa
I comunisti, dopo la nostra pubblicazione, chiedono l'abolizione dei mandati diretti. "La base elettorale è composta da... clienti"

Sta suscitando le prime reazioni la pubblicazione delle liste complete dei mandati diretti assegnati dal Cantone nel 2011 e nel 2012. In una presa di posizione odierna, il Partito Comunista si dice per niente stupito di quanto contenuto nei documenti relativi all'erogazione dei mandati diretti da parte del Consiglio di Stato nel 2011 e nel 2012, pubblicati ieri da Ticinonews. "Questi mandati andrebbero resi pubblici immediatamente sul sito del Cantone visionabili da tutti e in ogni momento, nel nome della trasparenza" affermano i comunisti. "Quanto emerso in tali documenti - peraltro anche a seguito del pagamento dei 65mila franchi da parte del Dipartimento diretto da Norman Gobbi a LiberaTV per un lavoro discutibile come la "promozione" (?) della Polizia - non è altro che una dimostrazione ulteriore del funzionamento del "sistema Ticino", basato su una prassi al limite del clientelare" aggiungono. "Il PC - da sempre avverso al consociativismo partitocratico che domina il nostro Cantone (e di cui anche la Lega dimostra di far parte a pieno titolo!) - non può che constatare come vi siano annualmente centinaia di milioni di franchi che potenzialmente sono regalati da ogni Dipartimento ad amici, parenti e colleghi di partito" proseguono. "Certamente in questo sistema non vi è solo del marcio, tuttavia la semplice possibilità di non ricorrere a un appalto pubblico (benché anche questi non siano sempre trasparenti) è sintomatico della strutturale necessità del sistema politico di auto-sostenersi distribuendo favori. Non è drammaticamente nemmeno da escludere che i partiti di governo dispongano di una parte consistente della propria base elettorale, composta non tanto di persone che ne sposano idee e progetti, ma dei ...clienti! Sarà infatti casuale che molti partiti ottengono grandi consensi senza nemmeno esporre dei veri programmi politici? La vicina Italia dovrebbe insegnarci qualcosa..." Il Partito Comunista, infine, chiede che venga accantonata la possibilità di ricorrere a mandati diretti e soprattutto che venga formata urgentemente una commissione d'inchiesta - indipendente dai partiti presenti in Governo - che analizzi l'entità del clientelismo in Ticino, comprendendo da un lato la composizione delle aziende e il Dipartimento (al quale corrisponde un partito) che ha assegnato il mandato, e dall'altro individuando i lavori palesemente inutili su cui risparmiare.

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