
GastroWars, episodio 2: l’ascia di guerra, anzi, la spada laser, è stata dissotterrata, questa volta addirittura davanti al pretore. Ma forse, a ben guardare, non era mai stata seppellita. Ritorna l’estate, e proprio com’era accaduto un anno fa, tornano alla ribalta vecchi rancori e polemiche. La storia è sempre la stessa, proprio come i suoi protagonisti. Da un lato il presidente di Gastro Lugano Daniele Meni e il suo vice, dall’altra quello di Gastro Bellinzona Mattia Manzocchi. Al centro del contendere non c’è il dominio dell’universo, ma la rielezione del presidente sopracenerino nel consiglio d’amministrazione di Gastro Ticino, avvenuta il 7 maggio scorso. “Manzocchi fa parte del CdA dal 1999, quindi da ben più tempo dei 12 anni previsti dagli statuti”, hanno scritto nella loro istanza i luganesi. Questa volta dunque sarà la Pretura a decidere in merito alla nomina contestata. Certo, prima di procedere il pretore cercherà placare gli animi: le parti sono già state convocate per i primi di luglio, come scrive il Corriere del Ticino. Una conciliazione che, come la pace intergalattica difficilmente arriverà. Il capitolo due della saga della Federazione degli esercenti, a ben guardare, è solo all’inizio. Ma come in ogni sequel che si rispetti, facciamo il riassunto della prima puntata: 12 mesi fa, giorno più, giorno meno, il presidente di GastroTicino Marco Huber era stato sfiduciato dal CdA, e poi definitivamente destituito. Al suo posto, ad interim, proprio Mattia Manzocchi. Apriti cielo, era iniziata una lotta senza quartiere. Anzi, ad essere precisi i quartieri c’erano ed erano due. No, non Jedi contro Sith: ma Sottoceneri vs Sopraceneri. Settimane di liti e polemiche, poi dopo una calda, calda estate tutta la faccenda pareva destinata a finire a tarallucci e vino: a novembre l’assemblea aveva rimesso Huber al suo posto. Pari, patta e amici come prima? Manco per niente sembrano suggerire i fatti di questi giorni. Cosa avrà mai fatto Manzocchi per attirarsi tanto astio? Giriamo la domanda al diretto interessato. “Non ne ho idea - risponde lui - pensavo che tutto si fosse sistemato. È evidente che il problema sono io, ma Lugano ha ricorso contro la decisione di tutta l’assemblea di Gastro Ticino. Ricordo che tre sezioni su quattro mi hanno voluto, di nuovo, nel CdA”. Ancora una domanda: alla fine questa nomina è legale oppure no? Sì, almeno secondo l’avvocato che ha seguito tutta la faccenda. Vedremo, GastroWars episode two, intanto è appena cominciato: che la forza sia con noi.
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