
In Ticino, dall'introduzione del divieto di fumo nei locali pubblici, nel 2007, il numero di infarti è calato di un quinto in tre anni. Per fare un paragone, nel cantone di Basilea Città, dove non esisteva un simile divieto, il numero di casi è rimasto costante. Lo mostra uno studio realizzato dal team del dottor Marcello Di Valentino, dell'Ospedale San Giovanni di Bellinzona, presentato la scorsa settimana a un congresso sulla cardiologia tenutosi ad Amsterdam. Lo studio giustifica questa contrazione soprattutto con la migliore protezione di cui dispongono ora i non fumatori ed i fumatori passivi. "Il divieto di fumo ha fatto calare il numero di infarti tra la popolazione ticinese in modo chiaro ed a lungo termine" ha spiegato una delle autrici dello studio, Alessandra Porretta, secondo cui i maggiori benefici si sono registrati tra le donne sopra i 65 anni di età. E lo studio ticinese trova conferma presso analoghe ricerche condotte in altri paesi. Anche a Brema, per esempio, il numero di infarti è calato del 26% in tre anni, in seguito all'introduzione del divieto di fumo.
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