
Lo spirito federalista è da sempre una delle ricchezze più significative e fondamentali del nostro Paese: cosa sarebbe la Confederazione senza di esso? Qualcosa di assolutamente diverso rispetto a quello che è stata e a quello che tuttora è. Proprio per questo è importante continuare a ragionare su tale aspetto costitutivo del nostro essere: una realtà complessa e multiforme che non ci è stata data una volta per tutte in termini immutabili, ma che va costantemente aggiornata, adeguata alle esigenze dei cambiamenti della società, degli equilibri politici e culturali che reggono il nostro convivere civile. In quest’ottica, la Conferenza dei Cantoni, in collaborazione con la Confederazione e l’Associazione dei Comuni e delle Città svizzere, qualche anno fa aveva deciso di promuovere un incontro speciale di riflessione dedicato appunto al tema: un momento di discussione e di dibattito che coinvolgesse tutte le Autorità della Svizzera e, più in generale, tutte le componenti che ne reggono le sorti. Si è quindi dato vita alla “Conferenza nazionale sul federalismo”. La prima volta essa si è tenuta a Friborgo nel 2005 (sotto il titolo “Il federalismo cooperativo di fronte alle nuove sfide”) e tre anni più tardi l’appuntamento si è rinnovato a Baden (dove si è discusso del “Federalismo svizzero sotto la pressione dell’efficienza: quali prospettive?”). Visto il successo ottenuto in queste due occasioni, gli ideatori della Conferenza hanno deciso di dar vita ad una terza esperienza del genere, e segnaliamo con piacere che quale sede del prossimo convegno è stato scelto il Ticino. L’Assemblea della Conferenza dei Cantoni, riunitasi oggi a Berna, ha infatti accolto positivamente la candidatura che il nostro Cantone aveva inoltrato in tal senso negli scorsi mesi. La terza “Conferenza nazionale sul federalismo” si terrà dunque a Mendrisio il 26 e 27 maggio del 2011, e sarà organizzata dal Consiglio di Stato in stretta collaborazione con il Municipio del Borgo e con l’Accademia di Architettura. La scelta fatta ieri dalla Conferenza dei Cantoni svizzeri non può che rallegrare il Ticino. Essa appare infatti come un riconoscimento della rilevanza che assume la Svizzera Italiana nel contesto confederale: un’entità – come ha ricordato ieri a Berna il Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, che da molti anni rappresenta il Ticino in seno alla Conferenza - certamente minoritaria dal punto di vista culturale e periferica dal punto di vista geografico, ma comunque essenziale per il mantenimento di un’identità nazionale che si è costruita positivamente e con lungimiranza nei secoli e che deve tener conto in modo equilibrato di tutte le componenti del Paese.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

