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Ticino
Ticino: boom di frontaliere del sesso
Redazione
13 anni fa
"Arrivano donne di ogni età, anche uomini, di tutto..." Il Corriere della Sera racconta il fenomeno delle italiane che intraprendono la carriera a luci rosse nel nostro Cantone

"Solo tre anni fa le italiane si contavano sulle dita di una mano, ora riceviamo di continuo candidature, dalla Lombardia ma non solo. Donne di ogni età, 40enne, 50enne, anche uomini, di tutto." È quanto ha dichiarato tale Marco, gestore di un portale ticinese di incontri, al Corriere della Sera.

Il quotidiano italiano ha infatti deciso di approfondire il fenomeno delle "frontaliere del sesso". Donne italiane che, per assicurarsi rapidi guadagni, varcano il confine elvetico e si lanciano nel mondo delle luci rosse.

"Nella maggioranza dei casi si tratta di un espediente temporaneo, per rimediare a difficoltà economiche" ha affermato ancora il gestore del portale di incontri. "Affittano una stanza per qualche giorno, magari un mese, poi tornano alla loro vità di là del confine."

Madri di famiglia, studentesse universitarie, impiegate, il fenomeno delle ragazze che si improvvisano squillo nel nostro Cantone, secondo il Corriere della Sera, coinvolgerebbe centinaia di donne italiane. Un numero in costante aumento, seppure, almeno per ora, inferiore rispetto a quello delle colleghe dell'Est europa. Ma la domanda di escort italiane, a quanto pare, c'è.

"Il fatto è che le italiane, anche per una questione linguistica, offrono un servizio più complesso, appagante anche sul piano psicologico e affettivo" ha spiegato Marco. "Per questo tendono ad avere una clientela più fidelizzata."

I casi citati dal quotidiano confermano quanto sostenuto dal gestore del portale ticinese. C'è per esempio Marilena, 27enne romagnola, che ha lasciato il suo lavoro di educatrice per venire a Chiasso e inventarsi imprenditrice del sesso. "Per un po' ho fatto la frontaliera" ha raccontato la ragazza. "Ora ho preso in affitto un appartamento dove ospito anche altre ragazze. Tutte italiane. Mi contattano donne di ogni tipo; dall'impiegata comunale alla studentessa, donne disperate, ogni giorno. Oggi ho due colloqui, domani un altro."

Marilena ha intrapreso questa strada "per aiutare mia madre e dare un futuro a mio figlio". E in effetti i suoi guadagni in Svizzera le consentono di farlo. "Con un part-time si possono mettere via 6mila franchi al mese, 4mila se va proprio male. A tempo pieno 12mila franchi. Tutto a norma: paghiamo i contributi, la cassa pensione, la cassa malati, siamo un'attività registrata e monitorata con ogni tutela e garanzia contro lo sfruttamento."

Anche Laura, 28enne siciliana, si dice soddisfatta del lavoro in Svizzera. "Vado forte. Ho iniziato da una settimana ma ho già guadagnato 3mila euro: giù come banconista ci avrei messo sei mesi. Ancora tre settimane e posso tornare dalla mia famiglia."

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