
La rete ciclabile ticinese punta a crescere dagli attuali 370 chilometri a 570 entro il 2030, per arrivare a quota 800 in futuro. Un progetto che richiederà ingenti risorse finanziarie - pari a 180 milioni - ma che, secondo il direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali, rappresenta una priorità politica: "La doccia fredda dei costi è reale, ma rinunciare agli investimenti sarebbe l’approccio sbagliato".
Cambiare abitudini
Obiettivo dichiarato: convincere sempre più automobilisti a scendere dalle quattro ruote. “La distanza media percorsa in auto per recarsi al lavoro è di 4 chilometri”, ricorda Claudio Zali, “Un tragitto che in bici si compie in dieci minuti".
Collaborazione tra le istituzioni
Il progetto non riguarda solo infrastrutture, ma anche coordinamento tra attori diversi. “Serve un grande lavoro di squadra tra Cantone e Comuni”, sottolinea Tiziano Bonoli, capo Ufficio della mobilità lenta e del supporto.
Convivenza sulle strade
Non mancano le sfide, in particolare la sicurezza. Automobilisti e ciclisti non sempre vanno d’accordo, un aspetto che la pianificazione terrà in considerazione. “Andremo a favorire la convivenza tra i diversi attori sulle strade”, ha spiegato Bonoli.
Più che piste, un cambiamento culturale
La strategia Ticino Bici 2045 non si limita a nuovi tratti ciclabili: punta a un mutamento profondo: “Vogliamo rendere la bicicletta un mezzo quotidiano, sicuro e appetibile", ha concluso Bonoli.

