
Il Comitato esecutivo dell'Associazione bancaria ticinese, riunito nei giorni scorsi a Lugano, ha commentato la situazione della piazza bancaria ticinese alla luce degli ultimi dati congiunturali e occupazionali.
Andamento affari
L’indagine congiunturale svolta periodicamente dall’istituto KOF di Zurigo, in collaborazione con ABT e Ufficio cantonale di statistica, rileva che il 2013 è stato un anno di lenta ripresa. Se s’intravedono alcuni miglioramenti sul fronte della clientela svizzera, le prospettive che riguardano la clientela estera rimangono molto difficili.
Le masse patrimoniali amministrate nel 2013 sono rimaste sostanzialmente stabili. Le commissioni di gestione e di negoziazione sono leggermente cresciute grazie all’andamento positivo dei mercati azionari. Le previsioni per il corrente anno rimangono molto prudenti. Il volume dei crediti alla clientela ha registrato nel 2013 una sostanziale tenuta che dovrebbe proseguire nel 2014, anche se i margini sono sempre più esigui. Le banche continuano a erogare credito ipotecario e commerciale a sostegno delle famiglie e delle aziende che operano sul territorio. I prestiti ipotecari delle banche in Ticino hanno raggiunto a fine 2012 la cifra globale di 39.5 miliardi di franchi.
Le banche in attività nel Cantone a fine 2013 erano 53, tre in meno rispetto ad inizio anno, in seguito all’acquisizione di due istituti e alla chiusura di una piccola succursale internazionale.
Occupazione
Nel 2013 il numero degli effettivi in Ticino (calcolati su una base occupazionale a tempo pieno) impiegati dalle banche (6 ʹ330 unità) e dalle loro società controllate (601 unità) ha registrato un calo di 109 unità (‐1.5% rispetto agli occupati a fine 2012), attestandosi a 6’931 unità.
L'ABT rileva l’importanza economica e occupazionale crescente di tre realtà operative in Ticino vicine al mondo bancario:
Aduno SA, Bedano: società che fornisce il supporto nellʹaccettazione delle carte di credito e di debito, B‐Source SA, Bioggio: società di servizi informatici per l’industria bancaria, e PostFinance, che lo scorso anno ha ricevuto dalla FINMA l’autorizzazione bancaria.
La riduzione degli effettivi è inferiore alle attese e, come è consuetudine nel settore bancario, essa è avvenuta in larghissima misura attraverso la normale fluttuazione del personale (prepensionamenti compresi) e solo in minima parte tramite una risoluzione dei contratti di lavoro.
A dimostrazione di ciò, i disoccupati del ramo bancario iscritti in Ticino nel 2013 erano in media 183 , in diminuzione rispetto alla media 2012 pari a 202 unità. Il tasso di disoccupazione del settore pari al 2.9% è nettamente inferiore a quello globale di fine 2013 pari al 4.9%.
Il Distretto in cui il settore bancario è più presente rimane il Luganese (75%), seguito nell’ordine da Bellinzonese (9%), Mendrisiotto (8%), Locarnese (6%) e dalla Regione Tre Valli (2%).
Per quel che riguarda la provenienza, il settore bancario rimane un ambito presidiato da personale indigeno. Infatti, gli impiegati di nazionalità svizzera rappresentano l’83% degli occupati, gli stranieri con domicilio in Ticino sono il 13% mentre quelli con domicilio all’estero (frontalieri) sono il rimanente 4%. In questo senso gli effetti sull’occupazione della recente votazione federale dovrebbero rimanere contenuti nel settore bancario.
I motivi del calo occupazionale degli ultimi anni sono sostanzialmente i seguenti: le incertezze legate agli accordi fiscali internazionali e la pressione sul segreto bancario, la nuova strategia del denaro dichiarato, non ancora definita, una continua erosione dei volumi amministrati e della redditività e la concentrazione sul core business e l’esternalizzazione dei servizi bancari (“outsourcing”): amministrazione esterna, logistica, informatica e altri servizi finanziari.
Le previsioni sul fronte occupazionale espresse per il 2014 denotano un’evoluzione incerta che sarà soggetta a successive verifiche in sintonia con l’andamento degli affari. Questa situazione occupazionale s’inserisce in un contesto di generale consolidamento del settore bancario a livello internazionale.
Rilevanza del settore finanziario
Nonostante la crisi finanziaria internazionale, con un valore aggiunto lordo di CHF 62.3 miliardi quello finanziario si conferma uno dei comparti trainanti per l’economia svizzera. Confrontando il settore finanziario con altri rami di attività, risulta evidente che la produttività lavorativa (valore aggiunto lordo diviso per il numero di occupati) supera di gran lunga la media. Il 6.0% delle persone attive nella finanza genera il 10.5% del valore aggiunto lordo dell’intero apparato economico, ossia la produttività per occupato è quasi doppia rispetto alla media.
In Ticino, secondo gli ultimi dati disponibili dell’Ufficio federale di statistica, l’apporto del ramo servizi finanziari (banche, gestori patrimoniali, assicurazioni) al Prodotto interno lordo cantonale è del 10.9%. Gli occupati nei servizi finanziari in Ticino a fine 2010 erano 10 ʹ812, pari al 6.8% dell’intera manodopera. Quindi anche nel nostro Cantone la produttività per occupato del settore finanziario rimane alta e risulta quasi doppia rispetto alla media dell’economia ticinese.
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