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Ticino
Ticino: annientati i falsi nipoti
Redazione
11 anni fa
Nel 2014 nessuna truffa è andata in porto. In calo anche gli altri reati contro il patrimonio, tranne gli scippi

Furti in forte diminuzione nel 2014 in Ticino. È il principale dato saliente del bilancio 2014 della Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale. Infatti lo scorso anno i furti (6'235, esclusi i furti di veicolo) sono diminuiti del 20.6%.

A questo risultato hanno contribuito tutte le categorie di quelli senza scasso (3’040, -14.6%) ad eccezione degli scippi, quelli con scasso (2’416, -13.1%), e quelli commessi nei veicoli (779, -48%).

Nello specifico fronte dei furti con scasso nelle abitazioni si registra una significativa diminuzione del 25% poiché sono passati dai 1'842 del 2013 ai 1'389 del 2014. Per quanto riguarda la totalità dei furti nelle abitazioni (compresi quelli senza scasso) la diminuzione è stata del 20,4%, dai 2'372 del 2013 ai 1'888 del 2014. L'aumento era stato del +3.4% nel 2013 e del +13.0% nel 2012.

Il risultato positivo è dovuto ad un cambiamento nelle varie attività con una pronunciata e costante presenza capillare sul territorio cantonale. In particolare grazie all’impegno nel pattugliamento e a livello investigativo da parte degli agenti della Polizia cantonale, alla incrementata collaborazione con i partner della sicurezza (polizie comunali e Guardie di confine) e al miglior presidio del territorio grazie all’adeguamento degli effettivi del Corpo.

In generale le regioni più colpite risultano essere i grandi agglomerati e le zone prossime al confine.

Le indagini che hanno maggiormente impegnato la Sezione reati contro il patrimonio (RCP) nel 2014 sono legate a bande di scassinatori albanesi e rumene provenienti dal Nord Italia. Queste bande, fino alla fine del 2012, sono la principale causa dell’aumento dei furti con scasso registrato in Ticino. Le persone indagate hanno raggiunto quota quaranta, quasi tutte arrestate in Svizzera o all’estero. I furti chiariti sono stati oltre un centinaio con una refurtiva di oltre 650'000 franchi. Si evidenzia il modus operandi di una banda di albanesi che entrava ed usciva dal Ticino utilizzando un valico di confine secondario. Gli autori si spostavano poi in tutta la Svizzera effettuando furti in abitazioni alla sera. L’indagine ha permesso la loro identificazione nonché il loro arresto con recupero di diversa refurtiva.

Altro ambito investigativo importante è stato quello relativo al fenomeno "Zigana" legato a bande di scassinatori nomadi. Numerose sono state le inchieste che hanno portato a fermi e arresti di persone che hanno agito in tutta la Confederazione. In molti casi le persone inchiestate erano minorenni.

Verso la fine dell’anno il Mendrisiotto è stato colpito a più riprese da una banda che, durante la notte, prendeva di mira negozi annessi alle stazioni di servizio. I ladri utilizzavano un veicolo come ariete per sfondare le vetrine per poi impossessarsi in particolare di stecche di sigarette. La banda, composta prevalentemente da cittadini rumeni, è stata bloccata poco prima delle festività natalizie.

Le inchieste nel settore delle opere d’arte sono state 18. Fra queste si annoverano molte domande di assistenza giudiziaria provenienti da Italia e Francia, tra cui due denunce relative ad appropriazione indebita di diverse sculture, una truffa commessa nel corso di una transazione, accertamenti in relazione a opere transitate sul territorio elvetico nonché verifiche su documentazione finanziaria per opere vendute presso galleristi ticinesi.

Al capitolo truffe dei falsi nipoti, il 2014 è stato un anno da sottolineare. Infatti a fronte dei 116 tentativi di truffa denunciati, nessuna è stata portata a termine. Questo successo è sicuramente frutto della campagna di informazione effettuata con i partner esterni che ha permesso di raggiungere e informare molte delle potenziali vittime e le persone a loro vicine. In questo ambito il Ticino è l’unico cantone fra quelli colpiti da questo fenomeno a non aver registrato nessuna truffa conclusa. Le celeri segnalazioni giunte dai cittadini hanno inoltre permesso di identificare ed arrestare due persone, una donna ed un minorenne, poco prima dell’incontro con le potenziali vittime per farsi consegnare il denaro.

Per quanto riguarda i rip-deal, il Ticino risulta essere luogo privilegiato per gli incontri tra le vittime (spesso residenti in altri cantoni o nazioni) e gli autori spesso provenienti dal Nord Italia. Lo scorso anno sono state arrestate sette persone, cinque uomini e due donne, autori di questo genere di truffe. Un uomo, arrestato a Lugano in giugno poco dopo aver commesso il colpo, è risultato essere persona di notevole spessore criminale e ha agito in Svizzera ed altre nazioni europee mettendo a segno numerose truffe di cui una decina unicamente nella Confederazione. Lo skimming è un reato che registra un calo generalizzato in tutta la Svizzera. In Ticino sono stati segnalati numerosi casi di skimming relativi ad acquisizioni illecite di dati (clonazione di carte di credito e relativo PIN) e successive operazioni di abuso di impianti per l’elaborazione di dati (prelevamenti o acquisti online) commesse all’estero o direttamente tramite il web. Nel 2014 invece non risultano casi di skimming commessi presso bancomat o distributori automatici presenti sul territorio cantonale.

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