
L’anno scorso a finire nel mirino del presidente del Partito popolare democratico Giovanni Jelmini, in occasione della festa annuale Azzurrissima, era stato il consigliere di Stato Gabriele Gendotti e la politica scolastica condotta dal direttore del DECS. “Lo scorso anno, già solo il fatto di aver posto delle domande ha suscitato l’irritazione da parte del capo del dipartimento, quasi che la scuola ticinese fosse una sorta di “riserva privata” del DECS”, ha detto in entrata il presidente pipidino durante l’edizione 2010 di Azzurissima all’Espocentro di Bellinzona. Quest’anno il tema centrale all’appuntamento PPD, che ha festeggiato anche il 25esimo compleanno dell’Associazione donne PPD, è stata la mobilità. “Il Ticino è a quotidiano rischio collasso per quanto concerne la circolazione stradale. E’sufficiente un piccolo incidente in autostrada per creare grossi disagi e colonne chilometriche. La paralisi del traffico significa paralisi anche per l’economia cantonale”, ha detto Jelmini. E allora che fare, visto che prossimamente la galleria del Gottardo dovrà subire una profonda ristrutturazione? Per il presidente cantonale del PPD “a lungo termine bisogna privilegiare le soluzioni migliori dal profilo ambientale: potenziare la rete dei trasporti pubblici e trasferire le merci dalla strada alla ferrovia”. Ma non basta “per questo vogliamo che il tunnel del Gottardo venga realizzato come era stato inizialmente previsto e cioè con due tubi. Se ne potrà poi chiudere uno per tutti i necessari lavori di manutenzione straordinari, ma prima si apra il secondo tubo in modo da non pregiudicare ancora una volta gli interessi del Ticino” ha detto dal palco di Azzurrissima Giovanni Jelmini che ha concluso il suo discorso con un “augurio”: “se in occasione della visita del Consiglio federale in Ticino, i consiglieri dovessero raggiungere il nostro Cantone in auto e – senza augurarglielo – dovessero incappare in qualche inconveniente del traffico con conseguenti lunghi tempi di attesa, chissà che anche i tempi biblici bernesi nella risoluzione dei problemi ticinesi non possano subire un’improvvisa accelerazione.” IC
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