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Ticino
Ticino a Mosca: tutti felici e contenti
Redazione
16 anni fa
Governo e rappresentanti del mondo economico soddisfatti per l'iniziativa: prime firme su alcuni contratti

Va bene lo ammettiamo: il giorno della presentazione del viaggio a Mosca del Consiglio di Stato siamo stati un tantino ironici. Chissà perché alla notizia che una delegazione targata Ticino di ottanta persone, composta da politici, impresari, artisti, cuochi, musicisti, poeti, parenti il nostro primo pensiero è stato: ma quanti rubli avranno mai speso? La risposta 10 giorni fa in conferenza stampa non si fece attendere: il Cantone ha sborsato la miseria di 260mila franchi. Polemica stroncata sula nascere? Niet! Perché mentre gli ottanta erano impegnati a intessere la rete di contatti, in Ticino le interrogazioni e gli interrogativi imperavano. Noi ad esempio non abbiamo capito perché sull’aereo ci sono saliti 4 ministri su 5 e perché se la visita era anche di carattere culturale il ministro della cultura Lele Gendotti sia rimasto a casa. Insomma le polemiche c’erano prima del viaggio, durante e anche dopo. Oggi in occasione del resoconto del Dipartimento finanze ed economia, Edo Bobbià membro del gruppo di lavoro che per oltre un anno ha preparato la missione moscovita dice che le polemiche erano state calcolate. E la ministra Laura Sadis, ha sottolineato dal canto suo la necessità del Ticino di aprirsi a realtà emergenti come quella russa.  "Abbiamo risposto ad un invito ufficiale - ha detto - e abbiamo posto le basi per un futuro scambio commerciale". Perché "il Ticino è piccolo - ha aggiunto - ma il mercato russo è molto grande". Per il nostro cantone era dunque "importante farci conoscere e far conoscere la nostra realtà". Archiviati gli interrogativi passiamo ai benefici. Si sa che gli uomini che masticano business badano al sodo oltre che al soldo. E ad essere particolarmente felici della trasferta russa sono proprio loro. Se gli impresari costruttori hanno cominciato a ricevere mail in russo, industrie e camera di commercio hanno messo le loro firme su alcuni contratti. Al momento non si sa quanti e per quanti franchi, ma la soddisfazione almeno quella c’é. Come ha assicurarlo il direttore della camera di commercio, dell’industria e dell’artigianato Luca Albertoni: "La presenza delle Istituzioni è stata fondamentale per dare legittimità alle nostre imprese. Un elemento fondamentale per trattare con i russi". Contiamo entro qualche mese di concretizzare i contratti in essere". [email protected]

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